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Museo Pecci, Giani si schiera con Bini Smaghi dopo il licenziamento della direttrice

Il sindaco Biffoni col presidente Bini Smaghi e il presidente Giani al Museo Pecci

Il presidente incassa l’appoggio del governatore all’assemblea dei soci: entro Natale arriverà il sostituto

PRATO. Lorenzo Bini Smaghi, presidente della Fondazione per le arti contemporanee in Toscana, incassa l’appoggio del presidente della Regione Eugenio Giani dopo il defenestramento della direttrice del Museo Pecci, Cristiana Perrella, e annuncia che «entro Natale arriverà il nuovo direttore». Lo ha detto ieri mattina, 20 novembre, in occasione dell’inaugurazione dell’Urban Center, il nuovo spazio che nelle intenzioni del Comune dovrebbe aprire maggiormente il Centro Pecci alla città.

Bini Smaghi, che subito dopo la rimozione di Perrella aveva dovuto fronteggiare una levata di scudi da parte di decine di intellettuali che si sono schierati con l’ex direttrice, ha incassato l’appoggio del presidente della Regione venerdì sera, durante l’assemblea dei soci del museo. Una Regione che di fatto si è disinteressata della gestione del Centro di arte contemporanea negli ultimi due anni, tanto da non aver nominato nemmeno uno dei due rappresentanti che le spettano nel consiglio di amministrazione. E di conseguenza ha saputo a cose fatte che Cristiana Perrella non sarebbe più stata la direttrice del museo.

Durante l’assemblea dei soci è arrivato anche l’appoggio del sindaco Matteo Biffoni al presidente Bini Smaghi, che ora dunque avrà le mani libere nella scelta del nuovo direttore. Libere fino a un certo punto, però, visto che ora la Regione promette di nominare almeno uno dei suoi rappresentanti e la scelta del direttore avverrà solo quando questo passaggio sarà avvenuto.

La commissione di tre esperti nominata dalla Fondazione sta esaminando le candidature arrivate da Londra, ma a decidere sarà il Cda del museo, dopo un confronto con i candidati, assicura il presidente Bini Smaghi, che però conferma che alla scelta definitiva dovrà partecipare anche il rappresentante della Regione. Riguardo alle futura attività espositiva, il presidente del museo ha annunciato per il prossimo gennaio una nuova mostra sugli archivi della collezione.

L’inaugurazione dell’Urban Center è stato l’evento clou di ieri, il laboratorio di Pianificazione urbanistica, iniziato nel 2014 dall’amministrazione comunale, ora trasferito da Palazzo Pacchiani in ristrutturazione, nel nuovo spazio al piano terra del museo, su proposta dall’assessore all’urbanistica Valerio Barberis. Progettato dal collettivo Fosbury Architecture, come un luogo di dibattito culturale con mostre, eventi, convegni e webinar, debutta con l’Osservatorio Prato 2050. «Un allestimento ideato per affrontare temi su cui Prato è impegnata da anni come laboratorio internazionale di ricerca: transizione ambientale e digitale, metabolismo urbano circolare ed equità sociale» ha spiegato Barberis.