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Giustizia privata al Macrolotto: il pestaggio è durato otto minuti

Prato, emergono i particolari dell’aggressione che ha ridotto in fin di vita un cinese. Il giudice ha convalidato il fermo di due connazionali che restano in carcere



PRATO. Otto minuti, 480 interminabili secondi: tanto è durato il pestaggio a cui è stato sottoposto un cinese di 41 che da lunedì notte si trova in coma all’ospedale Santo Stefano. Per l’aggressione di cui è stato vittima sono stati arrestati quasi subito due connazionali, il cui fermo per tentato omicidio è stato convalidato venerdì dal giudice per le indagini preliminari Leonardo Chesi, anche se dalla Questura in cinque giorni non è arrivata alcuna informazione ufficiale sull’episodio, di cui ora cominciano a trapelare alcuni particolari contenuti negli atti dell’inchiesta.


Quello che più colpisce, appunto, è la durata del pestaggio. Otto minuti, secondo quanto è stato possibile accertare dalle immagini delle telecamere di sorveglianza.

Il movente sembra chiaro: il quarantenne è stato punito perché sorpreso mentre tentava di rubare dentro il capannone di un pronto moda. Secondo quanto è emerso, la moglie del titolare del pronto moda, che ha un sistema di allarme con videosorveglianza collegato col telefono cellulare, ha avvertito il marito che c’era qualcuno che stava tentando di forzare la porta d’ingresso con un piede di porco. Il marito si è precipitato sul posto insieme a un amico e ha trovato il ladro ancora davanti all’azienda. A quel punto è iniziato il brutale pestaggio con pugni e calci, che non si è fermato nemmeno quando il quarantenne è stramazzato a terra. Chissà quanto sarebbe durato, se non fosse intervenuta una circostanza casuale. Sul posto infatti è arrivato anche il suocero del titolare, che ha aperto il capannone dimenticandosi di disattivare l’allarme per vedere se era stato rubato qualcosa e così dopo qualche minuto è arrivata anche una guardia giurata, che avrebbe fatto non poca fatica per costringere i due aggresori a interrompere il pestaggio. A quel punto il ladro probabilmente aveva già perso conoscenza ed è stata un’ambulanza della Misericordia, alle 4,45 di martedì, a trasportarlo d’urgenza all’ospedale, dove gli è stato riscontrato un esteso ematoma cranico. Da cinque giorni l’uomo, clandestino e con alcuni precedenti per reati contro il patrimonio, lotta tra la vita e la more. Al momento l’accusa mossa nei confronti dei due arrestati, difesi da Melissa Stefanacci, è di tentato omicidio. Se il quarantenne non ce la dovesse fare, si trasformerebbe quantomeno in omicidio preterintenzionale. Anche per questo il gip Chesi al momento ha preferito tenerli in carcere.