Don Spagnesi chiede di patteggiare la pena e torna in libertà

Don Francesco Spagnesi

Il parroco accusato di aver importato droga dall'Olanda ha ottenuto il parere positivo della Procura. Caduta l'accusa di tentate lesioni gravi che era legata alla sua sieropositività

PRATO. Don Francesco Spagnesi, l'ex parroco della chiesa dell'Annunciazione alla Castellina, ha chiesto di patteggiare una pena di 3 anni e 8 mesi e la Procura di Prato ha dato il consenso, tenendo conto del fatto che il sacerdote ha collaborato con gli inquirenti. Il religioso, arrestato il 14 settembre scorso dalla squadra mobile pratese per aver comprato droga (cocaina e Gbl) per poi spacciarla in festini hard, e poi accusato anche di aver sottratto denaro alla sua parrocchia truffando i suoi fedeli, da lunedì 25 è tornato in libertà (era agli arresti domiciliari), grazie alla sua collaborazione nella fase iniziale delle indagini condotte dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri.

La richiesta dei difensori di don Spagnesi dovrà adesso passare al vaglio del giudice per le indagini preliminari, che tenendo conto del parere favorevole della Procura, valuterà se la pena patteggiata sia congrua. Caduta l'accusa di tentate lesioni gravi, che riguardava la possibilità che il parroco abbia taciuto malattie sessualmente trasmissibili ai suoi partner. Dopo gli accertamenti medici, infatti, è stato escluso che il compagno del sacerdote sia positivo all'Hiv.

Secondo i calcoli della Procura, don Spagnesi avrebbe sottratto 183.000 euro dalle casse della parrocchia dell'Annunciazione (fino al mese di aprile, quando il vescovo Giovanni Nerbini gli ha tolto il potere di firma sul conto) e altri 20.000 euro dalle casse della Misericordia nel periodo in cui è stato correttore dell'associazione di volontariato. Tutti soldi che verosimilmente sono stati spesi per l'acquisto della droga. Anche l'uomo col quale il sacerdote da tempo aveva iniziato una relazione, Alessio Regina, ha chiesto di patteggiare una pena di tre anni e due mesi.