Casa Anna, rifugio per uomini soli: «Un aiuto mentre si ricostruisce la vita»

L’abitazione delle Badie accoglie fino a 17 persone. Percorsi di sostegno con un’équipe multidisciplinare 

PRATO. Da oggi in città chi si trova in una situazione di marginalità sociale ha un’opportunità in più per ripartire. È stata infatti inaugurata ieri “Casa Anna”, struttura dedicata all’accoglienza di uomini emarginati.

Situata in via Fiorentina 106, alle Badie, la palazzina, di proprietà del Comune, è in grado di dare ospitalità per la notte a 17 persone (a cui vanno aggiunti tre posti adibiti alle emergenze) che, per i motivi più disparati, si trovano a non avere più un tetto sulla testa. Così uomini in stato di grave bisogno sociale e abitativo, in carico ai servizi sociali, troveranno a “Casa Anna” un letto in cui dormire, un pasto caldo da mangiare la sera, la colazione e la possibilità di fare una doccia e lavare i propri vestiti. La nuova struttura si aggiunge alle altre due recentemente aperte dall’amministrazione comunale: la “Casa di accoglienza Renato” per uomini e donne sole, inaugurata la scorsa settimana in viale Borgo Valsugana, e “Casa la Ginestra” a Iolo, attiva da luglio 2020, dedicata alle donne in difficoltà.


«Casa Anna è una nuova struttura a disposizione dei cittadini che si trovano momentaneamente in difficoltà e chiude il cerchio del percorso che abbiamo intrapreso per rispondere a questo tipo di bisogno» ha spiegato l’assessore comunale alle Politiche sociali Luigi Biancalani. Sorge in un edificio che ospitava un asilo nido comunale, da tempo dismesso, riadattato alla nuova funzione con un investimento di 50mila euro da parte dell’amministrazione comunale. La gestione è affidata alle cooperative Pane e Rose, Girasole e Arkè, attraverso i due consorzi Co&So e Metropoli.

La struttura è attiva dalla prima settimana di ottobre e, con le sue cinque camere – a cui si aggiungono la cucina, la sala comune e la zona dei servizi (con bagni e lavanderia) – accoglie già undici uomini: dieci italiani e tre stranieri. Gli ospiti possono rimanere a Casa Anna dalle 18 della sera alle 9 della mattina e durante il giorno sono seguiti da un’équipe multidisciplinare (composta tra gli altri da assistenti sociali e psicologi) in percorsi di sostegno e inclusione. «Togliere a queste persone, che hanno vissuto la strada, la preoccupazione del contingente, come dove dormire, mangiare e lavarsi, apre loro la possibilità di guardare oltre l’oggi e riprogettare la propria vita» spiega il presidente della cooperativa “Il Girasole” Claudio Giannini. L’obiettivo è che gli uomini in difficoltà ospitati nella casa d’accoglienza – dove possono rimanere per un massimo di 36 mesi – possano piano piano ricominciare a “camminare con le proprie gambe” e crearsi una vita autonoma. Casa Anna è dedicata alla memoria di Anna Fondi, assessora ai Servizi sociali del Comune di Prato negli anni ’60 e ’70, che con lungimiranza gettò le basi della rete di inclusione sociale comunale. «Anna Fondi è una pietra miliare del welfare di questa città – ha detto il sindaco Matteo Biffoni, che ha tagliato il nastro della nuova casa d’accoglienza insieme alla figlia e al nipote dell’ex assessora, Daniela Fattori e Mauro Fondi – Era una visionaria, dalla mente lucida, che ha anticipato quello che adesso è un patrimonio comune. Se lei non ci fosse stata questa città avrebbe fatto molta più fatica, perché ha fatto prima, con coraggio, quello che tanti altri hanno fatto dopo, facendo sì che l’offerta del welfare sociale e scolastico della nostra città raggiungesse gli alti livelli che conosciamo. Ricordarla è quindi un gesto doveroso».

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