Il museo Pecci rischia la paralisi fino a giugno

L’allarme del consigliere Curcio: «La direttrice licenziata può rivendicare la proprietà intellettuale delle mostre»

«Effetto boomerang sulle mostre del Centro Pecci, salta il programma fino a giugno 2022. Per correre ai ripari al Pecci stanno pensando di tirare fuori opere dai magazzini per esporle nelle sale del museo». Lo sostiene il consigliere comunale della Lega Marco Curcio. «Ho parlato personalmente con la dirigenza del Museo Pecci e ho avuto conferma di quanto temevo – spiega Curcio – Per otto mesi, fino a giugno 2022, il museo Pecci rischia di perdere tutte le mostre programmate, correndo ai ripari in fretta e furia con mostre di opere presenti nei propri magazzini». Il motivo, spiega ancora Curcio, è il licenziamento della direttrice Cristiana Perrella da parte del Cda: «L’ex direttrice, licenziata in tronco poche settimane fa, per contratto può rivendicare la proprietà intellettuale delle mostre già organizzate, a partire da quella di Chiara Fumai», allestita nelle sale fino al 2 gennaio 2022. Sempre sul sito del museo, viene confermata la chiusura al 31 ottobre della mostra La discoteca di Jacopo Milani, e per domenica prossima della mostra Formafantasma Cambio. A Firenze invece non ha data di chiusura la mostra Francesco Vezzoli in Florenze, presentata dal Centro Pecci e dal museo Novecento e curata da Cristiana Perrella e Sergio Risaliti.

«La decisione del CdA e del presidente Bini Smaghi, oltre che in un danno di immagine essendo finita su tutti i giornali, rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang, soprattutto se si pensa al danno economico di un programma che di fatto perderà artisti internazionali da qui ai prossimi mesi» conclude il consigliere della Lega, annunciando di avere scritto al presidente della Commissione Controllo e Garanzia chiedendogli di affrontare questo tema durante la seduta in cui sarà presente il presidente Bini Smaghi. E nel frattempo arriva anche la data della seduta della commissione convocata per il 29 ottobre dal presidente Leonardo Soldi, che ha già richiesto a Bini Smaghi tutta la documentazione dei contratti e il bilancio, da ricevere, almeno 48 ore prima della seduta per consegnarla ai consiglieri comunali. Giovedì scorso in consiglio comunale l’assessore alla cultura Simone Mangani aveva risposto a tre question time presentati da 5 Stelle, Fratelli d’Italia e dal Pd sul licenziamento della Perrella, dicendo che l’amministrazione comunale era a conoscenza di tutta la vicenda così come la Regione.