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L’azienda entra al Buzzi per fare lezione. Donata una mini-filatura ultra moderna

Il sindaco Biffoni, Francesca Fani e il presidente Marinelli davani alla macchina di tessitura donata al Buzzi

La Pafasystem della famiglia Fani ha messo a punto BabyCombi. Gli studenti impareranno a fare le campionature

PRATO. Girano le bobine di stoppino e la macchina va. I fili di lana s’intrecciano e danno vita a quel filato fantasia che da sempre è il fiore all’occhiello del tessile pratese. È una macchina vera, che combina sei tipologie di lavorazioni e serve a piccole campionature. Ma non servirà agli imprenditori, bensì ai ragazzi: gli studentidell’Istituto tecnico Buzzi. Nello stanzone della Pafasystem, azienda meccanotessile del territorio con 60 anni di storia, la macchina "BabyCombi" è fresca di produzione. E ha i giorni contati perché si sposterà presto al Buzzi dove arricchirà il laboratorio del sistema moda in fase di restyling. C’è di più. «Le aziende potranno venire a fare le campionature ed entreranno così nella nostra scuola con una sinergia più stretta fra imprese e formazione», spiega il preside Alessandro Marinelli. Guai a pensare che al Buzzi si vada a produrre il filato. Il sofisticato macchinario donato dall’azienda che fa capo alla famiglia Fani non è un mezzo di produzione, ma uno strumento didattico che può servire magari a sperimentare campioni innovativi in nome di un’alleanza fra pubblico e privato. Che sta a cuore all’imprenditrice Francesca Fani, già vicepresidente dell’ex Unione industriale dove aveva per l’appunto la delega della formazione. «Con questo gesto - spiega - vogliamo valorizzare il ruolo sociale della nostra impresa: dopo quasi due anni in cui scuola e aziende hanno sofferto per le chiusure e l’isolamento a causa della pandemia, questa donazione vuole essere uno stimolo per tutti gli attori della città, sperimentando anche inedite collaborazioni». E in effetti non si era mai visto che gli imprenditori entrassero al Buzzi e salissero in cattedra dando lezioni pratiche agli studenti già forti di un robusto bagaglio di conoscenze teoriche. A giugno venne acquistato con i fondi dell’istituto un telaio jacquard in modo da far provare con mano ai ragazzi cosa significa entrare in una tessitura, in accordo con Confartigianato. Macchinari che entrano a far parte della dotazione del laboratorio moda dove sono in corso i lavori di ammodernamento dei locali. «Il mondo della scuola si apre a quello dell’impresa e viceversa - riprende il preside - Le imprese potranno fare formazione al Buzzi per qualificare e riqualificare il personale, dando agli studenti la possibilità di imparare le tecnologie 4.0».

Prospettive care a Fabia Romagnoli, vicepresidente di Confindustria Toscana Nord, che ricorda come nelle aziende al passo coi tempi non si possa prescindere dalle competenze. Nel quartier generale della Pafasystem, al Macrolotto 2, si respira aria di festa. Nel giorno del debutto del Green pass per i lavoratori (tutto è filato liscio) si taglia il nastro di un macchinario di ultima generazione tutto digitalizzato e pieno di pulsanti. Quando chiarisce come funziona "BabyCombi" il tecnico Luca Salvi mostra una punta d’orgoglio. In poco più di un metro di lunghezza si combinano sei diverse lavorazioni. «Per passare da una all’altra non bisogna smontare la macchina - spiega - questo è il vantaggio». Un sistema tecnologico, sicuro, a prova di ragazzo. Per ringraziare la famiglia Fani, la professoressa Simona Ciardi e il preside Marinelli hanno avuto un pensiero speciale per Mario Fani, il fondatore: il simbolico cappello delle Pagliette del Buzzi e una targa ricordo.© RIPRODUZIONE RISERVATA