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Green pass, Conad chiede l’autodenuncia ai dipendenti

Prato, chi non ha il certificato verde dovrà comunicarlo entro oggi, ma finora nessuno si è fatto avanti. L’Asl e il Comune faranno verifiche ogni giorno all’ingresso delle loro sedi

Non si può dire che non siano stati avvertiti per tempo. Con le buone, ma sono stati avvertiti. Si autodenunci chi non ha il certificato verde. Se qualcuno dei 350 lavoratori del Conad pratese è a corto di Green pass lo dica entro oggi. Si chiama protocollo di autocontrollo ed è una procedura che nei supermercati Conad è evidenziata dai cartelli affissi nella bacheca aziendale. «Ormai il protocollo è quasi definito e l’attivazione è prevista per venerdì, primo giorno di entrata in vigore del Green pass obbligatorio per i lavoratori», spiega Tommaso Signorini, a capo con il padre Paolo e il fratello Fabio della Signo srl, società che dà lavoro a 350 persone in sei punti vendita a marchio Conad. A due giorni dall’ora X del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro, abbiamo preso in esame tre realtà della grande distribuzione e dell’amministrazione pubblica per capire come si organizzeranno da venerdì mattina, quando tutti i nodi verranno al pettine: chi non avrà il Green pass non perderà il posto di lavoro ma gli verrà sospeso lo stipendio. A vigilare sul rispetto della norma saranno gli ispettori del lavoro (il cui organico è sottodimensionato sul territorio) e le Asl.

Quasi un’autodenuncia. Farà controlli a campione il Conad. Il meccanismo dell’autodenuncia è simile a quello dell’autocertificazione. Per ora non si è “autodenunciato” nessuno. Tutti vaccinati, guariti dal Covid da meno di sei mesi oppure pronti a testarsi con un tampone ogni 48 ore (per legge sono le tre condizioni per avere il green pass). Il primo controllo sarà eseguito venerdì mattina con l’app Verifica C19 dal personale di staff al box informazioni. E sarà a campione perché non tutti i dipendenti entreranno in servizio per il turno della mattina. «Non sarà un controllo di sbarramento in virtù dell’autodenuncia pregressa», spiega Signorini che “benedice” il Green pass se «serve a non bloccare più l’economia».


Il buon esempio. Da venerdì una valanga di “bip” risuonerà nelle varie sedi dell’Asl Toscana Centro dove lavorano 16.500 persone. Se nel caso del personale sanitario la certificazione verde passa per forza dall’adempimento dell’obbligo vaccinale, per il personale amministrativo il possesso del Green pass non è così scontato. «Negli ospedali abbiamo già il servizio di controllo all’ingresso – fa sapere il direttore generale Paolo Morello Marchese – Tutti i direttori di struttura saranno coinvolti nella verifica del Green pass dei propri collaboratori in modo da alleggerire i flussi di entrata: ci avvarremo anche di addetti esterni per il controllo. Non sappiamo e non possiamo sapere se tutti saranno in regola. Ce lo auguriamo: l’Asl deve essere la prima a dare il buon esempio».

Sistemi sofisticati. Sul controllo manuale non ci piove. «Ma stiamo cercando procedure che ci permettano di agganciare il controllo del Green pass alla rilevazione della temperatura corporea e delle timbrature», fa sapere l’assessora al personale del Comune Benedetta Squittieri. A palazzo comunale e nelle altre sedi dell’ente (si parla di un totale di 900 dipendenti) la verifica non sarà a campione bensì giornaliera. In attesa che il sistema integrato di controllo decolli (gli uffici competenti stanno perfezionando l’acquisto di alcuni software) , il controllo sarà manuale: «La responsabilità sarà in capo al singolo dirigente che indicherà un suo delegato».