Danni alla croce e scritte blasfeme: vandali scatenati nel luogo della fede

Il sindaco Simone Calamai e Cinzia Orlandi accanto al crocicchio di Popolesco

Riparato a tempo di record il crocicchio di Popolesco preso di mira domenica pomeriggio. La rabbia del sindaco Calamai

MONTEMURLO. I vandali non hanno avuto pietà neppure per un luogo devozionale tra i più amati dai montemurlesi, l’antica croce che si trova, da tempo immemore, al crocicchio tra via Messina e via Popolesco.
Domenica pomeriggio, probabilmente intorno alle ore 16.30, come ricostruiscono gli abitanti della zona, la Croce è stata presa di mira da un gruppo di ignoti devastatori che ne hanno danneggiato il basamento in mattoni e pietra, rotto i vasi che adornano il luogo, graffiato il legno della croce, scaraventata a terra una statua di Padre Pio che si trovava ai piedi della Croce stessa e strappate e gettate via le numerose corone da rosario che erano state poste sul crocifisso in segno di devozione.

Come se non bastasse, sull’asfalto, di fronte alla Croce, gli ignoti deturpatori hanno lasciato scritte blasfeme con ingiurie e bestemmie. Una scena che ha lasciato increduli i cittadini e gli assidui frequentatori di questo luogo devozionale, che a tempo di record hanno cancellato le scritte e ripristinato il decoro intorno alla Croce.

Un gesto grave, tanto che anche il sindaco Simone Calamai, non appena ha appreso del vandalismo, si è recato sul luogo per portare la solidarietà dell’amministrazione comunale a Cinzia Orlandi e agli altri abitanti del luogo che con passione si prendono cura della zona.

«Si tratta di fatti che vanno, non solo a danneggiare il patrimonio pubblico, ma a colpire la sensibilità di tanti cittadini (bambini, anziani e non solo) che frequentano questo luogo e si fermano qui per pregare o semplicemente mettere un fiore alla Croce – ha detto il sindaco – D’altronde questo è uno dei luoghi della devozione popolare più amati sul territorio. Come amministrazione comunale non possiamo tollerare che accadano fatti come questi».

A Montemurlo si raccontano tante storie sulla croce di via Popolesco, come ricorda Cinzia Orlandi: «Di fronte alla croce, che un tempo era in legno, contadini, allevatori e sensali si davano la mano e giuravano così davanti a Dio di mantenere le promesse prese. La storia vuole che l’antica croce in legno andasse a fuoco proprio perché qualcuno non avesse rispettato il patto stretto davanti a essa e le fiamme, nella tradizione orale, assunsero il significato di un monito divino».

Adesso la croce è in legno e ferro battuto e proviene dalla Lucchesia; quella originale è andata distrutta nel tempo. Il crocicchio è un luogo particolarmente caro ai montemurlesi che spesso si fermano a dire una preghiera, ad accendere un lumino o a mettere fiori.