Manifestanti aggrediti, Biffoni: "Violenza inaccettabile, i responsabili devono pagare"

Il pestaggio davanti alla Dreamland

Il sindaco di Prato commenta il pestaggio da parte di una decina di cinesi nei confronti dei lavoratori che protestavano davanti al pronto moda Dreamland

PRATO. "Tutti gli episodi di violenza sono inaccettabili, chi se ne rende responsabile deve essere presto individuato e ne deve pagare le conseguenze". Lo sostiene il sindaco Matteo Biffoni dopo l'aggressione nei confronti dei manifestanti che stavano partecipando a un picchetto davanti al magazzino del pronto moda Dreamland, lunedì pomeriggio in via Galvani. Gli aggressori sono una decina di cinesi, alcuni dei quali armati di mazze da baseball, che sono arrivati e se ne sono andati a bordo di due Suv.

"Se vengono aggrediti lavoratori che manifestano pacificamente e nel rispetto delle regole - dice Biffoni - non ci può essere tolleranza. Il rispetto delle regole è imprescindibile, sempre".

Biffoni torna anche sul tema dello sfruttamento lavorativo: "Il Comune in collaborazione con tutte le istituzioni continua a lavorare pancia a terra su questo fronte, nei limiti delle proprie competenze. Le operazioni condotte anche in questi mesi dalla procura, dalle forze dell'ordine, dall'ispettorato del lavoro stanno portando risultati, però senza un intervento più deciso da parte dello Stato, con il potenziamento degli organi periferici sul territorio non si risolve. È anni che lo chiediamo. A Prato tutti stiamo facendo il massimo possibile, ora il Governo deve intervenire concretamente", ribadisce Biffoni. Che però si è visto annullare all'ultimo momento un incontro proprio su questo tema che era in programma giovedì a Roma col ministro del Lavoro Andrea Orlando.

"Abbiamo visto tutti come bande di fascisti e neofascisti hanno condotto l'assalto della sede romana della Cgil - commenta il segretario del Partito comunista Enrico Zanieri - Ma a Prato i metodi intimidatori mafiosi sono una amara realtà. Gruccia Creations, Tintoria Rosso, Superlativa, Texprint. Ora in Via Galvani, di nuovo. Un picchetto di operai, donne e uomini, picchiati selvaggiamente per il semplice motivo di chiedere il rispetto della legge. Si chiede di lavorare 5 giorni e 8 ore. E il rispetto dei contratti. Non sono neppure richieste esose. Eppure, per chi governa il distretto si. Per le mafie si. E ancora una volta, non è possibile tacere sulle responsabilità politiche di chi ha abbandonato il lavoro, le lavoratrici e i lavoratori, il Macrolotto, per godersi nelle apericene del giovedì".

"Eravamo andati davanti alla Dreamland per far capire che le sanzioni contro chi sfrutta i lavoratori sono ridicole - ha spiegato il sindacalista Si Cobas Luca Toscano - L'azienda paga la sanzione e ricomincia da dove si era interrotta. Da un punto di vista economico conviene. Per questo giudichiamo risibili le argomentazioni di certi nostri amministratori comunali che ci vogliono vendere la storia secondo la quale si stanno ottenendo grandi risultati coi controlli. La realtà purtroppo è questa. Altaf, il lavoratore che a luglio ha denunciato le condizioni inaccettabili di lavoro alla Dreamland, è rimasto solo, sfruttato e ora anche senza stipendio". Toscano torna anche sul pestaggio: "E' successo davanti agli occhi della polizia. Si sono limitati a riprendere con le telecamere e non hanno fatto niente per fermare gli aggressori, che poi sono risaliti sulle auto e se ne sono andati. Noi abbiamo subito un trattamento molto diverso, il 3 settembre siamo stati arrestati in piazza mentre stavamo dormendo sotto una tenda, quello sì era davvero un problema di ordine pubblico...".

"Nel 2019 era successa la stessa cosa davanti alla Gruccia Creations di Grignano, che ha la stessa proprietà cinese della Dreamland - ha detto Toscano - Anche quella volta ci fu un pestaggio, ma le nostre denunce sono state archiviate. Se andrà così anche questa volta significherà che sono tutti complici".