Picchetto davanti all'azienda cinese, manifestanti aggrediti con le mazze di legno - Video

Prato, alcune persone armate di mazze da baseball hanno colpito i partecipanti all'iniziativa organizzata dal Si Cobas

Sì Cobas, picchetto davanti all'azienda cinese: aggrediti con le mazze di legno

PRATO. Una decina di cinesi, alcuni dei quali armati di mazze da baseball, ha aggredito ieri pomeriggio i manifestanti, quasi tutti pachistani, che stavano partecipando a un picchetto organizzato dal sindacato Si Cobas davanti al magazzino della Dreamland, un pronto moda cinese nel Macrolotto industriale.

È solo l’ultimo atto, ma certo il più grave, di una guerra che da mesi oppone gli imprenditori cinesi a una manodopera che è sempre più composta da pachistani, senegalesi, bengalesi.

Una guerra che non è fatta di trattative, tavoli di confronto o di concertazione, ma sempre più spesso di cazzotti e randellate, come un secolo fa. Mancavano pochi minuti alle 18 quando la situazione è precipitata in via Galvani. Le bandiere del Si Cobas erano lì già da un po’ nella giornata di sciopero generale del sindacalismo di base. L’obiettivo non era stato scelto a caso perché il pronto moda Dreamland è uno dei committenti della Texprint, la stamperia a conduzione cinese con la quale il sindacato Si Cobas ha ingaggiato una dura vertenza fin dal mese di gennaio.

Pochi giorni fa il giudice del lavoro Cristina Mancini ha ritenuto illegittimo il primo dei 13 licenziamenti decisi dalla stamperia nei confronti degli operai pachistani in sciopero che denunciano turni massacranti. E proprio oggi l’operaio tornerà in fabbrica insieme ad altri due scioperanti.

E forse proprio per paura che anche davanti alla Dreamland si installasse un picchetto capace di bloccare le merci in entrata e in uscita, come accaduto alla Texprint, qualcuno ha pensato che fosse meglio troncare sul nascere questa forma di protesta.

Quella che poco prima delle 18 si è palesata davanti agli operai pachistani assomiglia molto a una squadraccia. I cinesi sono arrivati alla spicciolata, alcuni li hanno visti scendere da una macchina, si sono avvicinati e dopo qualche secondo è iniziato il parapiglia. Tutto è stato ripreso dai telefonini di chi è rimasto al margine della zuffa e probabilmente verrà acquisito dalla polizia per identificare gli aggressori.

Anzi, Luca Toscano del Si Cobas dice che la polizia era già sul posto ma si è limitata a riprendere quello che stava accadendo.

Le immagini mostrano una violenza che siamo forse abituati a vedere negli stadi, non davanti alle fabbriche. I pachistani vengono colpiti, tentano di difendersi ma hanno la peggio. Il Si Cobas racconta che due di loro, colpiti con le mazze da baseball, hanno perso conoscenza e si sono risvegliati in ospedale. Di sicuro due sono stati soccorsi in codice giallo, uno in codice verde, ma ci sarebbero altri due feriti.

Così come erano arrivati, gli aggressori se ne sono andati a bordo delle proprie auto senza incontrare resistenza. Gli operai pachistani, dopo aver soccorso i compagni, hanno poi organizzato un corteo di circa duecento persone che si è diretto verso il centro della città.

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