Contenuto riservato agli abbonati

Scomparsi i medici scolastici, a Prato crescono le classi in quarantena

Oltre 400 studenti del primo ciclo d’istruzione costretti alle lezioni sullo schermo. Rimasti solo sette dottori assegnati dall’Asl. E il contratto scade il 30 settembre

PRATO. In principio furono i medici scolastici dell’Asl. Erano un supporto prezioso per i presidi alle prese con il dilemma delle classi in quarantena. Che ultimamente spuntano come funghi nel primo ciclo d’istruzione, dove il vaccino per gli alunni fino a 12 anni si fa attendere: per almeno 15 classi in tutta Prato (oltre 400 alunni) le lezioni viaggiano su uno schermo. Ieri mattina si contavano tre classi in isolamento all’istituto Gandhi (due alla primaria e una alle medie) e quattro al Mascagni (due alla materna e due alla primaria). «La comunicazione con l’Asl è diventata più difficoltosa non avendo più come riferimento i medici scolastici – lamenta il preside del Gandhi, Mario Battiato - Spesso tocca ricorrere alla quarantena precauzionale in attesa dell’ufficio igiene».

CERCANSI MEDICI SCOLASTICI

Anche Francesca Zannoni, numero uno dell’istituto Datini, è alle prese con le incombenze burocratiche delle prime quarantene dell’anno: all’alberghiero e all’agrario le classi a casa sono due, di cui una da ieri mattina. «Quel filo con i medici scolastici che ci erano stati assegnati si è interrotto: prima rispondevano telefonicamente dall’ufficio igiene mentre ora si comunica solo via mail». In effetti la pattuglia dei medici in capo ai dipartimenti di prevenzione, quelli faticosamente reclutati dalla Regione nell’autunno 2020 (agli inizi del 2021 erano una sessantina in tutta l’Asl Toscana Centro), si è pesantemente ridimensionata. E non perché l’azienda sanitaria li abbia “scaricati”. «Sono rimasti sette medici e questi sette sono in scadenza al 30 settembre: per loro è stata chiesta una proroga – fa sapere Renzo Berti, direttore del dipartimento prevenzione dell’Asl Toscana Centro – Si trattava di contratti legati all’emergenza epidemiologica e, nel corso del tempo, queste figure hanno fatto altre scelte: c’è chi si è iscritto alla scuola di specializzazione, ad esempio».

Sorvegliati speciali intanto sono i bambini in età scolare tenendo conto dell’abbassamento dell’età media dei contagiati rilevata dallo stesso dipartimento di prevenzione. A Prato il 24 per cento dei nuovi contagiati appartiene alla fascia di età 0-18. Inevitabile, senza la protezione dei vaccini per i più piccoli e con la vita sociale all’esterno. L’unico posto sicuro è la scuola dove vige la doppia regola del distanziamento e mascherina. «Le nostre regole non si sono mai allentate», fa notare la preside del Marco Polo e del Livi/Brunelleschi Mariagrazia Ciambellotti: al liceo artistico si conta una classe in quarantena. Così come al Dagomari e al Gramsci-Keynes. Alle superiori, dove alcuni alunni in quarantena sono vaccinati e altri no, la didattica a distanza diventa addirittura a macchia di leopardo. «Chi è vaccinato può rientrare in classe dopo sette giorni e tampone negativo, chi non lo è dopo dieci giorni con tampone sempre negativo – ricorda Zannoni – Si crea quindi un meccanismo di didattica “ibrida” con lezioni a distanza per chi deve portare avanti il periodo di isolamento».

NUOVE REGOLE?

La necessità di una scuola in presenza, più svolte sbandierata dal ministro Bianchi, cozza contro il copione di quarantene e didattica virtuale che è rimasto praticamente intatto rispetto all’anno scorso nonostante i vaccini. Oltretutto, nelle operazioni di tracciamento, ora si tiene conto dei contatti stretti negli ultimi sette giorni anziché nelle ultime 48 ore. Una misura prudenziale contro la diffusione delle varianti. «Nei prossimi giorni si terrà una riunione fra tutte le Asl – riprende Berti – La nostra proposta è quello di un approccio meno massimalista rivalutando i criteri per l’identificazione dei contatti stretti. Se si accerta un solo caso di positività in classe e tutti gli alunni indossano la mascherina si può circoscrivere la quarantena ai compagni di banco più vicini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA