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San Fabiano, cantiere fermo da nove anni: «Ora è un rifugio di tossici e spacciatori»

Il cantiere in fondo a via San Fabiano, fermo ormai da anni

Prato, protestano i residenti della zona e il consigliere comunale Cocci annuncia un’interrogazione: «Servono più controlli»

PRATO. L’ecomostro di via San Fabiano, vicino alle mura, è ancora lì. Intatto, si direbbe, dal 2012. L’enorme gru gira su stessa a seconda del vento, si muove sopra l’edificio lasciato ancora in costruzione nove anni fa per il fallimento della società che lo stava realizzando. Area recintata, divelte le erbacce e gli alti frusti qualche mese fa, ma è «ancora troppo poco», dice un gruppo di residenti di via San Fabiano.

Siamo nel pieno centro storico di Prato, a due passi da piazza Sant’Agostino. La protesta dei residenti iniziò oltre un anno fa, pochi giorni prima del lockdown del marzo 2020. Da allora qualcosa è cambiato. Da gennaio di quest’anno una nuova società immobiliare ha rilevato all’asta giudiziaria l’intero edificio ancora da ultimare, ma «quest’area fra via San Fabiano e le mura è talmente in pessime condizioni che sta diventando ricettacolo continuo di spaccio e uso di eroina», segnala Tommaso Cocci, consigliere comunale di opposizione del gruppo Fratelli d’Italia che abita proprio qui, a poche decine di metri.


E in effetti, anche in pieno giorno, basta aprire i portoni in legno di ingresso al cantiere che ragazzi di ogni età si inoltrano dentro per “bucarsi” anche davanti agli occhi di chi abita nella zona. Domani Tommaso Cocci depositerà una interrogazione al sindaco. «Trascorsi ormai 9 mesi, il cantiere non è ripartito e la struttura non è stata posta in sicurezza – scrive il consigliere comunale di FdI – All’area del cantiere vi è sostanzialmente libero accesso, le recinzioni sono facilmente penetrabili poiché manomesse in più punti. La struttura del cantiere è divenuta il rifugio di molti senza dimora, tanto che sono ben visibili materassi che giacciono all’interno delle recinzioni ed è ben visibile il continuo transito di soggetti in entrata ed in uscita dall’area a tutte le ore del giorno e della notte».

«Possiamo continuare a vivere così? Con persone che entrano ed escono da quest’area, ci dormono dentro, c’è spaccio di droga, tentativi di borseggio come uno di alcuni giorni fa ad una ragazza cinese qui lungo la via?» si chiede Luciana Gelli, pensionata, che vive qui da sempre e che sa tutto di come si muove e vive questa parte del centro storico.

«Chiediamo se sono stati effettuati dei sopralluoghi da parte della polizia municipale o da altre forze di pubblica sicurezza nella strada e nella zona del cantiere. Se sono stati presi provvedimenti nei confronti della nuova proprietà affinché tenga custodita l’area ed attui l’idonea manutenzione della recinzione del cantiere che attualmente costituisce causa di degrado di tutta l’area circostante» scrive ancora il consigliere comunale d’opposizione.

«Chiediamo che ci siano controlli, che ci siano polizia o carabinieri qui. Sta diventando una zona invivibile a qualsiasi ora del giorno e della notte» ripete Mauro Gelli.

Il gruppo di residenti di via San Fabiano sta pensando di attivare anche il nuovo sistema chiamato controllo di vicinato. «Ma oltre al controllo di vicinato, serve la presenza delle forze dell’ordine» aggiunge il signor Gelli. «Venerdì scorso, alcuni carabinieri sono venuti qui con le macchine fotografiche alla recinzione del cantiere». Qui, ad immortalare probabilmente l’ecomostro e tutto quello che, ormai, vi accade dentro.