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Parroco arrestato a Prato, la procura: "Don Francesco sieropositivo da 10 anni". Ora tremano i frequentatori dei festini

Don Francesco Spagnesi in una foto di qualche anno fa

L’ex parroco della Castellina indagato per tentate lesioni gravissime: parte offesa (per ora) il suo compagno. Ecco le novità sull'inchiesta 

PRATO. Sembra non aver fine il pasticciaccio brutto che da più di una settimana ha per protagonista don Francesco Spagnesi, il parroco della Castellina messo agli arresti domiciliari per aver importato droga dall’Olanda che veniva usata durante festini a luci rosse nella casa del suo compagno Alessio Regina.

L’ultimo capito è stato scritto ieri, quando la Procura ha reso noto che don Francesco è sieropositivo (dal 2011) ed è stato indagato con l’accusa di tentate lesioni gravissime nei confronti, per ora, del suo compagno, ma potenzialmente nei confronti di altri partecipanti ai festini nella casa di Figline. Regina, assistito dall’avvocato Antonio Bertei, figura come parte offesa e ovviamente sapeva della sieropositività del suo partner, ma nel caso dell’ipotesi di lesioni gravissime, anche se si trattava di rapporti consenzienti, l’accusa rimane in piedi.


Don Spagnesi si trova nella stessa situazione di una persona che abbia organizzato una roulette russa. Se anche chi preme il grilletto sa che cosa sta facendo, è l’altro a commettere un reato. Anche un reato solo tentato, come quello ipotizzato nel caso specifico.

Alessio Regina ha acconsentito a farsi un esame del sangue, dal cui esito dipenderà il prossimo capitolo della vicenda. Lo stesso esame dovranno farselo i frequentatori delle serate organizzate dal sacerdote e dal compagno. Tutte persone che presumibilmente immaginavano le conseguenze di quelle serate, ma i primi sei che sono stati sentiti hanno detto di non essere stati informati sulle condizioni di salute del parroco. Discorso ancora più delicato per gli eventuali compagni o compagne dei frequentatori delle serate. Molti di loro non sanno niente di quei festini, tantomeno del rischio potenziale che hanno corso.

Ed è per questo che la Procura si è risolta parlare esplicitamente della sieropositività di don Francesco. Alcuni dei partecipanti ai festini, infatti, sono stati individuati, ma non tutti. Ce ne sono altri che sono semplicemente un nome e un numero di telefono nella rubrica di don Francesco, altri ancora che non sono stati sentiti dalla squadra mobile. Finora tremavano per la paura dello scandalo, ora anche per questo potenziale rischio di contagio. Probabilmente si faranno avanti per raccontare le loro storie. Gli sviluppi emersi ieri rendono ancora più incredibile, se possibile, una storia che già sembrava romanzesca al momento dell’arresto dell’ex parroco della Castellina, che ora su richiesta dei suoi avvocati e col consenso del giudice, sarà trasferito in un luogo diverso dalla canonica della parrocchia.

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