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Prete arrestato, la Procura: "Don Francesco è sieropositivo. Indagato anche per tentate lesioni gravissime"

Don Francesco Spagnesi

Prato, ordinata una perquisizione nella casa del compagno del sacerdote accusato di aver importato droga dall'Olanda e di aver svuotato il conto della parrocchia. I partecipanti ai festini hanno detto di essere stati all'oscuro del rischio contagio e molti ancora non sono stati rintracciati

PRATO. Un'altra accusa si è aggiunta oggi, 21 settembre, a quelle mosse nei confronti di don Francesco Spagnesi, l'ex parroco della Castellina di Prato finito in un giro di festini a luci rosse nel corso dei quali veniva consumata la droga che il sacerdote importava dall'Olanda (coi soldi delle offerte) insieme al suo compagno Alessio Regina. E si tratta di un'accusa molto pesante: tentate lesioni gravissime.

Il parroco infatti risulta essere sieropositivo dal 2011 e negli ultimi due o tre anni ha avuto rapporti sessuali con decine di partner, oltre al compagno col quale intrattiene una relazione da ancora prima. Alcuni di questi rapporti, hanno riferito le persone ascoltate dalla squadra mobile, non erano protetti. Inoltre il giudice per le indagini preliminari Francesca Scarlatti ha scritto nell'ordinanza di custodia che tutte le persone finora sentite "hanno riferito di non aver ricevuto alcuna informazione circa la sussistenza di malattie sessualmente trasmissibili".

E' stato lo stesso procuratore Giuseppe Nicolosi a informare i cronisti dello sviluppo dell'inchiesta condotta dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri. Ieri nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip, presenti gli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, la questione della sieropositività era stata sollevata, ma le risposte di don Francesco non sono state ritenute pienamente soddisfacenti. Per questo stamattina è scattata una perquisizione a carico del sacerdote nella casa del compagno, a Figline. Il compagno, assistito dall'avvocato Antonio Bertei, in questa fase risulta parte offesa e ha accettato di sottoporsi a un prelievo di sangue per accertare la sua eventuale sieropositività (i risultati saranno noti a breve). Ha detto di aver effettuato l'ultimo test (negativo) nell'agosto del 2020.

Ma la preoccupazione degli inquirenti è rivolta soprattutto alle persone che hanno partecipato ai festini e che ancora non sono state rintracciate. Queste persone, potenzialmente contagiabili, possono poi aver avuto rapporti con altre che, oltre a ignorare la partecipazione del compagno alle serate nella casa di Figline, ignorano il rischio di contrarre la malattia.

"La procura sta verificando un'ipotesi, la contestazione non è oggetto di misura cautelare ed è stata formulata per accertare alcuni elementi". Così l'avvocato Federico Febbo, difensore di don Francesco, dopo che la Procura ha formulato nei confronti del religioso anche l'accusa di tentate lesioni gravissime. "Questa mattina - aggiunge Febbo - è stato fatto il prelievo ematico anche al compagno per verificare se abbia contratto la malattia". La sieropositività di don Francesco Spagnesi, continua il legale, "era un fatto noto". "Il punto - precisa ancora l'avvocato Febbo - è che per quest'accusa ci vogliono due presupposti, la prima è che la persona non abbia seguito le terapie e che quindi fosse contagiosa, la seconda è che abbia avuto rapporti non protetti".