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Prete arrestato, don Spagnesi si pente davanti al giudice: «Il vescovo aveva cercato di salvarmi»

Prato, ha confessato per oltre due ore il parroco finito ai domiciliari con le accuse di spaccio di droga e appropriazione indebita

PRATO. Un incubo, uno sdoppiamento esistenziale scatenato dalla dipendenza, per il quale non smetterà mai di chiedere perdono ai suoi parrocchiani. Ha parlato per oltre due ore, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, don Francesco Spagnesi, il parroco della Castellina arrestato una settimana fa con le accuse di importazione e spaccio di droga e di appropriazione indebita, relativa, quest’ultima, ai prelievi per decine di migliaia di euro sul conto corrente della parrocchia.

"La dipendenza dalle droghe era così forte che lui agiva di conseguenza, aveva bisogno continuamente di denaro": "Ha manifestato il suo pentimento ma ha riconosciuto che c'era una forza interiore a cui negli ultimi due anni del rapporto con Regina non riusciva a resistere: stato sommerso da questa grave dipendenza". E' quanto spiegato dall'avvocato Costanza Malerba, che insieme al collega Federico Febbo, difende don Francesco Spagnesi. Malerba ha parlato al termine dell'interrogatorio di garanzia, davanti al gip, di Spagnesi, questo pomeriggio (lunedì 20 settembre), durato oltre due ore e mezzo. Il religioso, spiegano i suoi legali, "ha reso una confessione piena". Nel corso dell'interrogatorio, a cui ha preso parte anche il pm Lorenzo Gestri che coordina le indagini condotte dalla polizia, don Spagnesi avrebbe confermato i particolari delle vicende che lo coinvolgono, circostanziando gli ammanchi e facendo i nomi delle persone a cui ha chiesto denaro personalmente. Per gli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto i suoi legali hanno chiesto che il prete sia spostato dalla canonica della parrocchia della Castellina a un'altra sede.

L'inchiesta è partita dall'arresto di Alessio Regina, perito tessile disoccupato, fermato lo scorso 27 agosto mentre ritirava un litro di Gbl, la cosiddetta droga dello stupro, acquistata on line. A ritirare quel pacco, presso uno spedizioniere di Calenzano, si era recato al volante dell'auto di don Francesco, accompagnato da quest'ultimo, che nei giorni successivi è stato indagato e ha reso alcune dichiarazioni agli inquirenti, venendo poi arrestato in esecuzione di una misura cautelare.

Non aveva mai pensato, in questo momento di fragilità, di dimettersi dall’incarico di parroco? «C’è stato un incontro con il vescovo mesi fa. Lui stesso ha detto che ha cercato di salvarlo, è stato un tentativo per recuperarlo – continua l’avvocato Malerba – Infatti gli era stato designato uno psicologo, che era seguito da una sorta di assistente per la tossicodipendenza, che aveva iniziato un percorso che poi si è interrotto con l’arresto di Regina».

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