Parroco arrestato a Prato, i soldi anche con le cene di beneficenza

La chiesa dell'Annunciazione alla Castellina (foto Sestini)

Alla Castellina raccontano che i raduni conviviali di don Spagnesi coi fedeli erano frequenti. «Chiedeva sempre denaro per le famiglie povere, così diceva. Chissà che fine avranno fatto quei soldi»

PRATO. «Le voci che ci fosse qualcosa di anomalo giravano da tempo. Tanta gente ha prestato, offerto i soldi alla parrocchia, ma mica si sapeva cosa stava avvenendo». In piazza della Guglia alla Castellina un signore anziano riporta le voci che girano fra le strade del quartiere, in questa parte della Prato-bene che di colpo si è trovata lanciata dentro i fatti del "prete-spacciatore, come ormai è stato ribattezzato. «Fino a qualche anno fa don Francesco Spagnesi - prosegue - faceva spesso delle cene con i fedeli e anche lì poi chiedeva sempre soldi per le famiglie povere, così diceva. Chissà che fine avranno fatto quei soldi». Il ricavato della vendita di una casa, eredità di una donna della zona defunta due anni fa e destinata alla parrocchia dell'Annunciazione di don Spagnesi, sembra che sia stata liquefatta in poco tempo. Una cifra considerevole; 230mila euro.

«Fino a un anno fa, non di più, il parroco era chiacchierato perché dicevano che avesse una relazione con una donna. Ma poco più - aggiunge un noto professionista pratese che abita poco distante dalla chiesa - A quanto pare le cose erano diverse. Da un anno in qua aveva un auto nuova, una Wolskwagen, diciamo che appariva come un prete "vitaiolo", per dirla con modi di altri tempi, e comunque piaceva a dei fedeli per il suo modo di essere diretto, per le sue omelie semplici, e non è che si pensasse a niente di così eclatante». Alla Castellina, da giorni non si parla d'altro. Dalla macelleria al bar, il tema è sempre lo stesso. Fra le strade e le piccole vie c'è, però, anche chi è stanco di sentirsi ripetere le stesse domande. Qualcuno accelera il passo, qualcun altro risponde di non essersi informato bene, di non interessarsi della vicenda. «C'è sconcerto, non c'è dubbio. Nessuno poteva immaginarsi quello che è stato scritto in questi giorni. Non sono un assiduo frequentatore della chiesa, ci vado come molti ogni tanto, ma questo è un colpo duro per tutta la Chiesa pratese e non solo», ripete l'anziano seduto alla gelateria in piazza della Guglia.

«Personalmente l'unica cosa che avevo notato nell'ultimo anno era la trasandatezza con cui era tenuto il giardino e la recinzione della parrocchia. Cosa che non avevo mai notato prima. In questa zona di Prato, che è una zona benestante, la chiesa dell'Annunciazione era un vanto anche per come si presentava ed era tenuta. Ecco da un anno in qua, si era notato che non veniva tenuta bene. Anzi», dice ancora il professionista. Don Francesco Spagnesi è originario di Iolo. Per le vie della Castellina c'è poca gente, vicino alla parrocchia non c'è nessuno. «Non so che dire, ho sentito qua e là quello che è accaduto ma non seguo la vicenda», dice una giovane sui 20 anni mentre porta a spasso il suo cane. «Ho letto sui giornali, so soltanto quello che è stato scritto, niente di più», taglia corto una signora in bicicletta. «Certo che c'è sconcerto fra queste strade. So che diverso tempo fa aveva inviato anche sms ai fedeli di cui aveva i numeri cellulari, chiedendo sempre soldi. Leggo di offerte consistenti, cifre da 1,000 fino a 10mila euro. Mi chiedo come faranno i fedeli a riavere quei soldi», chiude il professionista pratese.