Carezze spinte all'allieva di 14 anni, arrestato un maestro di judo

La conferenza stampa della polizia, in primo piano Alessandro Gallo, capo della mobile e Virgilia Nanni (squadra per i reati contro la persona)

Prato: per l'uomo, 75 anni, sono scattati i domiciliari. Dalle indagini della squadra mobile è emerso che i fatti sarebbero avvenuti tra il 2020 e l'inizio di quest'anno

PRATO. Dalla simpatia a qualche bacio strappato, fino a carezze esplicite nelle parti intime durante sedute di massaggio cercate ad arte dall’istruttore nelle ore precedenti o successive agli allenamenti in palestra.  Fino a quando, nel gennaio scorso, un episodio particolarmente forte ha spinto la ragazzina, 14 anni, a parlare coi genitori, che hanno denunciato il maestro di judo, il 75enne titolare di una palestra nella zona nord della città. Nei giorni scorsi l’uomo è stato arrestato dalla squadra mobile e il gip ha disposto per lui i domiciliari nella sua abitazione. L’accusa formulata dal sostituto procuratore Valentina Cosci che conduce l’inchiesta è di violenza sessuale su minori aggravata da motivi di istruzione.

Le indagini della squadra mobile e della squadra reati contro i minori, rispettivamente guidate da Alessandro Gallo e Virginia De Nanni, sono partite proprio a gennaio 2021 dopo la denuncia dei genitori della ragazzina. Durante questi mesi gli investigatori hanno raccolto diversi indizi avvalendosi non solo di testimonianze, ma anche intercettazioni telefoniche, telecamere a analisi dei gps. Ma è stata la ragazzina, definita molto lucida e matura per l’età che ha, a fornire nel dettaglio i particolari della vicenda. Lei si fidava ciecamente di quell’istruttore che l’ha seguita fin dai primi passi nell’arte marziale.

Tanto da definire l’uomo, come riferisce la polizia, “la figura più importante dopo la mamma e il babbo”. Teatro delle molestie era una stanza accanto alla palestra adibita ai massaggi di riscaldamento, che venivano richiesti dall’uomo alla 14enne con frequenza durante il 2020, anno peraltro in cui le palestre erano aperte a singhiozzo per via delle restrizioni per la pandemia, privilegiando gli atleti che già svolgono attività agonistica. L’anziano è difeso dagli avvocati Massimo Taiti e Paolo Tresca, la famiglia della giovane è assistita dall’avvocatessa Roberta Roviello.

La polizia ha elementi per ritenere che la 14enne non sia stata la prima ragazza che frequentava la palestra a finire nel mirino delle attenzioni morbose dell’uomo e ci sarebbe qualche caso all’attenzione degli inquirenti risalente a quasi 20 anni fa. Il capo della mobile si appella alle frequentatrici della palestra che fossero state oggetto di attenzioni sessuali “di farsi avanti e denunciare. La Federazione di arte marziali nel frattempo, informata della denuncia, ha sospeso l’istruttore al centro dell’inchiesta.