Droga acquistata con le offerte dei fedeli: indagato anche il viceparroco

Don Francesco Spagnesi

Don Paolo ha ricevuto un avviso di garanzia ed è stato interrogato in Procura. Nega di aver gestito i conti della parrocchia: "Faceva tutto don Spagnesi"

PRATO. Anche il viceparroco della parrocchia dell'Annunciazione alla Castellina, don Paolo, risulta indagato con l'ipotesi di appropriazione indebita aggravata nell'ambito dell'inchiesta del sostituto procuratore Lorenzo Gestri che martedì mattina, 14 settembre, ha portato agli arresti domiciliari di don Francesco Spagnesi, fino al 1° settembre parroco alla Castellina e di Alessio Regina, entrambi quarantenni, accusati di aver importato dall'Olanda ingenti quantità di Gbl, una sostanza stupefacente in forma liquida, usata nel corso di festini a luci rosse nella casa di Regina, a Figline.

Don Paolo, assisito dall'avvocato Federico Febbo, è stato interrogato martedì pomeriggio dal sostituto procuratore Gestri sui suoi rapporti con don Francesco. Secondo il difensore l'avviso di garanzia notificato al religioso è solo un atto dovuto per consentire la perquisizione degli spazi condivisi con don Francesco nella canonica della chiesa dell'Annunciazione. Don Paolo avrebbe ammesso di essere venuto a conoscenza dei problemi di tossicodipendenza di don Francesco già prima che le voci arrivassero alla Diocesi (nel mese di aprile) ma di non averne fatto parola coi suoi superiori. Quanto alle offerte dei fedeli, che secondo gli inquirenti sarebbero state usate per acquistare la droga, il viceparroco ha detto che le questue erano gestite in autonomia da don Spagnesi, che verrà interrogato nei prossimi giorni (oltre che da Federico Febbo, è difeso da Costanza Malerba).