Una piazza piena di tifosi per lanciare il nuovo Prato

San Francesco stracolma di pratesi fra amarcord e voglia di grande calcio Tutta la città ha applaudito la neonata formazione del presidente Commini

Vezio Trifoni

Pasquale Petrella


PRATO. Piazza San Francesco stracolma di tifosi. Entusiasmo a palla. E una cambiale in bianco firmata sul palco e messa nelle mani di Stefano Commini e Ivano Reggiani, presidente e direttore generale del nuovo Ac Prato. Perché «Grazie, comunque vada» dice il sindaco Matteo Biffoni chiamato a ricordare la trattativa lampo che ha portato alla cessione dell’Ac Prato dalla famiglia Toccafondi che ne deteneva la proprietà fin dal 1979 e che ha visto il primo cittadino parte attiva nel convincere il nuovo presidente a chiudere l’affare. Una cambiale che però comporta delle grosse responsabilità e che purtroppo, spesso nel mondo del calcio, non ammette che «la palla è rotonda» come si affretta a dire il direttore generale biancazzurro per far capire che le buone intenzioni ci sono ma che il campo poi potrebbe dare anche dei risultati non voluti. Ma questo non è certo stato l’argomento della festa biancazzurra di ieri sera con i tifosi rimasti fuori dalle transenne con i loro fumogeni e le loro bandiere. I loro cori e le loro emozioni trasmesse di volta in volta verso gli ospiti che si sono avvicendanti sul palco a cominciare da Mauro Presenti, voce delle radiocronache su Radio Prato delle partite dei lanieri fra il 1974 e il 1997. «Presidente, mi è tornata la voglia di venire allo stadio – dice Presenti – Ci faccia vedere quello che non abbiamo mai visto». E l’argomento stadio è uno dei punti dolenti. I lavori per risistemarlo dopo quattro anni di abbandono sono appena cominciati. «Il Prato giocherà al Lungobisenzio – conferma Biffoni – E lo farà appena possibile. Stiamo cercando di affrettare i tempi perché possa essere a norma per poterlo mettere nelle mani della nuova società».

Nel leit motiv dell’amaracord evocato dai presentatori della serata, Stefano Chini e Diletta Bitorzoli, affiancati da Jimmi Ghione, ecco apparire anche Fausto Oliva arrivato appositamente da Milano per ricordare lo squadrone di cui faceva parte e che faceva fremere i cuori dei tifosi. O la menzione per Marco Rossi uno dei bomber più prolifici e più recenti della storia biancazzurra. Poi un applauso alla memoria del portiere del centenario Paolo Cecconi ed è Jimmi Ghione a farsi apprezzare per il ricordo di Paolo Rossi e di Enzo Bearzot. E’ una notte magica in piazza San Francesco. Come non se ne vivevano da molto tempo.

E dopo l’amarcord sugli anni passati del Prato ecco il presente con le sue peculiarità. Sul palco sale la Pugilistica Pratese Francesco Di Fiore grande pugile e grande tifoso che dedica la serata a Marco Ventisette un ultras scomparso troppo presto e al quale è stato dedicato una sezione del tifo organizzato.

Poi è la volta dei rappresentanti della Pallagrossa nel tipico costume con il quale si affrontano in campo e in rappresentanza di tutti i quartieri della città.

E arriva anche il momento della musica con il rapper Blebla ovvero Marco Lena che canta uno dei sui ultimi successi “0574 chiama quel prefisso”. I fumogeni dei tifosi fanon da cornice ed è festa grande.

Arriva il momento della maglia con lo sponsor tecnico Nike e quindi sale sul palco l’allenatore Luigi Pagliuca che in passato ha anche vestito la maglia di giocatore del Prato. E’ lui a ringraziare i tifosi e a promettere il massimo dell’impegno da parte di tutti, dal primo all’ultimo biancazzurro che uno dopo l’altro salgono sul palco per raccoglier l’applauso della Prato sportiva.

Una Prato che ha voglia di grande calcio e che sente la necessità di riavvicinarsi alla squadra che per troppi e lunghi anni è rimasta invece ai margini della realtà non riuscendo più a far scaldare i cuoi. Ora il calore è tornato, il cuore dei tifosi è un batticuore e no n va tradito. Ecco perché la cambiale in bianco firmata ieri sera rappresenta una grossa responsabilità.

I presupposti ci sono. In questo momento tutti stanno remando nella stessa direzione. Ma, nel calcio conta solo vincere, soleva ripetere un tal Andrea Toccafondi.

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