Fallisce il gruppo Tex Jet, a rischio 50 posti di lavoro

I dipendenti dell’omonima tessitura e della rifinizione Chiara che compongono l’azienda sono attualmente
in cassa integrazione

PRATO. Nuova pesante tegola sul mondo del lavoro pratese, con il fallimento del Tex Jet Group, importante binomio di aziende composto da una tessituta, la Texjet - sede al Macrolotto, chiusa ormai da febbraio - e la rifinizione Chiara di via Gora del Pero. I cinquanta dipendenti sono attualmente in cassa integrazione, ma l’ammortizzatore sociale durerà solo fino a fine mese. I sindacati hanno chiesto un incontro coi curatori fallimentari per tentare di salvare almeno una parte dei posti di lavoro.

La tessitura Texjet come singola azienda contoterzi è nata nel 1989. Solo nel 2006 si è messa in proprio sul mercato con una propria collezione di tessuti pettinati.

La Texjet nel 2015 comprò la rifinizione Microtex della famiglia Becagli, destinata a chiudere i battenti. «La scelta è tra non chiudere e potenziare l’azienda – disse il titolare Roberto Ilardi in un’intervista al nostro giornale – Ho comprato la rifinizione della Microtex perché in futuro se si vogliono fare le pezze bisogna avere le fasi internamente altrimenti si rischia di non andare avanti».

La scelta di Ilardi ha pagato per qualche anno, tanto che nel 2017 l’azienda partecipò a Milano Unica e a Premiére Vision, le due più importanti fiere internazionali del tessile. Poi iniziò la crisi e la pandemia di Covid-19 ha dato la mazzata finale. Nel 2018 le due aziende del gruppo Tex Jet - proprio a causa della riunificazione - incapparono anche in una bega giudiziaria in materia di lavoro per “comportamento antisindacale”. Fu una sorta di caso pilota perché, per la prima volta, i sindacati Cgil, Cisl e Uil si rivolsero al tribunale per denunciare il comportamento antisindacale del datore di lavoro. Le due aziende vennero accusare di aver omesso secondo i termini di legge il passaggio dell’esame congiunto con i sindacati. Un passaggio che è obbligatorio ed è normato dall’articolo 47 della legge 428 del 1990, quello sui trasferimenti d’azienda di cui si deve dare comunicazione, almeno 25 giorni prima, alle rappresentanze sindacali perché queste possano vigilare e tutelare i lavoratori. Questo non è avvenuto.