Addio a Valentina, eroina in corsia durante l’epidemia. Aveva 39 anni

Valentina Liboni in un momento di pausa dal lavoro all'ospedale

L’infermiera lottava da un anno contro una malattia. I colleghi faranno una raccolta fondi per un’associazione. Il ricordo del direttore del pronto soccorso di Prato

MONTEMURLO. È volata via lunedì sera, 2 agosto, da un letto dell'ospedale di Prato, dopo una breve malattia. Una di quelle malattie che Valentina Liboni, appena 39 anni, aveva visto tante volte là dove proprio dal 2007 svolgeva la professione di infermiera in medicina di emergenza, al pronto soccorso del Santo Stefano. Valentina, lo sguardo caldo, tenace, determinato, non ce l’ha fatta a sconfiggere il tumore che l’aveva colpita a fine ottobre scorso, in piena emergenza pandemica, mentre ha cercato di continuare a lavorare finché le forze glielo hanno consentito.

Se n’è andata via così, l'infermiera del pronto soccorso di Prato che abitava con le altre due sorelle, Martina e Veronica, a Oste vicino alla casa della madre. Un’ infermiera, una di quelle “eroine” che durante la prima e seconda ondata del Covid, sono state celebrate da tutti. Ma non c'è stato scampo quando lunedì sera ha messo fine al dolore che la attanagliava da mesi. Sgomento fra gli amici, i colleghi dell'ospedale e in modo particolare quelli del pronto soccorso, fra i residenti di Montemurlo che la conoscevano e i volontari della Misericordia di Oste, dove una delle sorelle, Martina, da anni presta volontariato al centralino. Sgomento e commozione, scritta dovunque a partire dai social media.

Uno dei primi a dare la notizia è stato il dottor Franco Lai, medico del pronto soccorso, una delle persone che con Valentina ha trascorso turni interi di lavoro, spesso nelle emergenze. Valentina Liboni, la battaglia contro la malattia l’ha voluta combattere fino all'ultimo istante fianco a fianco con le colleghe e i colleghi di lavoro, chiedendo di essere ricoverata nel reparto di osservazione breve intensiva, attigua al pronto soccorso.

E i colleghi tutti, le sono stati accanto nei mesi della lotta contro la malattia.

Circa un mese fa proprio i medici e gli infermieri del pronto soccorso, in un momento in cui Valentina Liboni si sentiva meglio, l'hanno tolta dal letto e portata a trascorrere con loro un pomeriggio al mare a Torre del Lago. Un saluto al mare, e forse anche alla vita. «Vale è volata in cielo – ha scritto il dottor Alessio Baldini, direttore del pronto soccorso – Con il nostro amore, con quel poco di aiuto che siamo riusciti a darle. Lei ci ha dato e insegnato tanto. Come le persone che soffrono tanto e troppo presto ci salutano. Sarai sempre con noi e noi con te».

Tanti i messaggi di cordoglio. Ma quello più toccante è della sorella Martina. «Ti giuro e ti prometto anche se non sarà facile che diventerò più forte di prima per stare vicino a Veronica, ti voglio bene sorellona», ha scritto. I colleghi del pronto soccorso di Prato assieme alla direzione infermieristica del Santo Stefano hanno organizzato una raccolta fondi in nome di Valentina per l'associazione “Progetto futuro onlus” che si dedica all'inclusione sociale e professionale delle persone disabili. Il feretro di Valentina Liboni è esposto alle cappelle della Misericordia di Oste e i funerali si celebreranno giovedì 5 alle 9, sempre alla Chiesa di Oste di Montemurlo, la sua cittadina. L’ultimo saluto a una delle silenziose “eroine” inj mascherina della pandemia di coronavirus.