Tre ricoverati su quattro non sono vaccinati

Un'ala Covid dell'ospedale Santo Stefano

I numeri dell’area Covid del Santo Stefano e l'analisi della responsabile di malattie infettive confermano quello che si immaginava

PRATO. Quattordici dei 18 ricoverati nell’area Covid e in Terapia intensiva Covid dell’ospedale Santo Stefano non sono vaccinati. Lo ha fatto sapere la dottoressa Donatella Aquilini, responsabile del reparto di Malattie infettive dell’ospedale. È la conferma di quanto si poteva facilmente intuire: chi si vaccina è maggiormente protetto contro il coronavirus, chi non si vaccina ne accetta le conseguenze. Inoltre i vaccinati vanno incontro a conseguenze meno pesanti se contraggono il virus.

Intanto si mantiene sostenuta la curva dei contagi a Prato e provincia. Sono 55 i casi segnalati ieri dal bollettino quotidiano della Regione sull’epidemia, che portano il totale a 23.156 dall'inizio della pandemia. Non vengono registrate vittime e il totale è fermo, ormai da più di tre settimane, a 602. Nessun comune viene risparmiato: a Prato tocca il grosso dei nuovi casi con 41, Vernio ne registra quattro, Carmignano e Montemurlo tre, Cantagallo, Vaiano e Poggio a Caiano un tampone positivo ciascuno. Aumentano i ricoverati negli ospedali della regione, soprattutto nei reparti ordinari. Nella Terapia intensiva Covid del Santo Stefano però rimane un solo paziente, mentre alle cure intermedie del Centro Pegaso ce ne sono sei su dieci posti letto disponibili.


L’incidenza settimanale dei nuovi casi in rapporto alla popolazione sta rapidamente crescendo. A Prato ora sfiora quota cento (98 ogni centomila abitanti), ma sono le province di Firenze (115) e soprattutto Lucca (161) a destare le maggiori preoccupazioni. Coi nuovi parametri introdotti dal governo non basta superare quota 50 per tornare “gialli”, serve una saturazione dei reparti ospedalieri che per fortuna (e grazie al vaccino) al momento non si è verificata. —

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