Blocco di Baciacavallo, Confindustria vuole chiedere i danni alla Regione

L'ingresso dell'impianto di depurazione di Baciacavallo

Attualmente i fanghi possono essere conferiti solo all'impianto del Calice. Il presidente Matteini: "Una perdita economica di diversi milioni di euro".

PRATO. Confindustria Toscana Nord chiederà i danni alla Regione per il blocco degli impianti di depurazione di Gida causato dalla nuova legge regionale in materia di rifiuti, approvata recentemente in seguito alla cosiddetta inchiesta sul Keu. Ad annunciarlo il presidente di Confindustria Toscana Nord Daniele Matteini. Un “pasticcio” risolto a metà. E a metà significa che le aziende di spurgo possono conferire liquami solo all’impianto del Calice. Restano sempre chiusi i cancelli di Baciacavallo, dopo la modifica alla legge regionale sui rifiuti. Uno stop che pesa sulle casse di Gida, società partecipata da Confindustria Toscana Nord che, fra le sue attività, si occupa anche del trattamento dei liquami.

«Per Gida si tratta di una perdita economica ingente di cui stiamo quantificando gli importi – tuona Matteini – Presto la Regione li saprà: si tratta di diversi milioni di euro. Quella proposta è una soluzione “zoppa” perché la deroga è stata concessa per l’impianto del Calice ma non per Baciacavallo». Anche perché il rischio è che le perdite sul bilancio di Gida poi si traducano in ritocchi all’insù sulle tariffe. Ma il problema è che l’impianto di Baciacavallo era in attesa di vedere rinnovata l’autorizzazione dagli inizi del 2021: l’iter per il rilascio non sarà completato probabilmente prima della fine dell’anno. Il “peccato originale” è da rintracciarsi nell’emendamento finito al centro dello scandalo sulle concerie, abrogato dal consiglio regionale a fine maggio: una modifica che aveva finito per paralizzare l’attività di Gida.

E dire che mercoledì, elogiando i 24 progetti di “Next Generation Prato” al Pecci, il presidente della giunta regionale Eugenio Giani aveva chiesto scusa per gli spurghi. «Derivava da una situazione più grande di noi, avendo dovuto modificare gli assetti normativi per ciò che era accaduto in altre parti della Regione. Ma vi assicuro il nostro impegno per sostenere l’esperienza di Gida nell’ottica del sostegno all’economia circolare».