Arrestato trafficante di ketamina. I carabinieri: "La danno agli operai cinesi per farli lavorare di più"

Il tubo all'interno del quale era nascosta la ketamina

In manette un cinquantenne che andava a fare gli ordini a Padova e si faceva spedire la droga dall'Olanda. Sequestrati oltre due chili di sostanza stupefacente

PRATO. Ketamina fornita agli operai cinesi per far loro sopportare meglio la fatica di turni di lavoro che superano abbondantemente le otto ore giornaliere. E' l'ipotesi formulata dai carabinieri di Prato in seguito all'arresto di un cinese di 50 anni, Zhou Wei, che si è fatto spedire un pacco contenente oltre due chili di ketamina.

Da qualche tempo i carabinieri tenevano d'occhio il cinquantentenne, dipendente di una confezione, perché sospettavano che fosse il terminale di un traffico di droga e non si sbagliavano. Più volte l'uomo era stato seguito nei suoi viaggi a Padova dove andava spesso al Centro ingrosso Cina e tornava a Prato senza portare niente con sé. I carabinieri ritengono che l'operaio andasse in Veneto per ordinare la droga, che poi in realtà è stata spedita dall'Olanda. Giovedì 15 luglio i militari hanno seguito Zhou fino al centro di smistamento Dhl dell'Osmannoro di Sesto Fiorentino e lo hanno visto ritirare un voluminoso pacco. Al rientro nella sua abitazione nella zona di via Pistoiese a Prato, i militari hanno compiuto una perquisizione e hanno scoperto che il pacco conteneva una canna fumaria da caldaia in acciaio Inox, all'interno della quale erano nascosti due chili e cento grammi di ketamina. In casa c'erano altri 58 grammi di ketamina e otto pasticche di ecstasy, per un valore complessivo stimato in 129.500 euro. Il cinquantenne è stato dunque arrestato.

I carabinieri ritengono che la droga potesse essere fornita agli operai delle confezioni cinesi per consentire loro di sopportare i turni di lavoro. In realtà la ketamina è il derivato di un anestetico e i suoi effetti non sembrano associati a migliori prestazioni sul lavoro, ma i carabinieri sospettano che, se presa in piccole dosi, possa alleviare la fatica al termine di una giornata di lavoro. Ad alcuni operati sarebbe ceduta gratis dai datori di lavoro. Tutte circostanze che dovranno essere approfondite da ulteriori accertamenti. L'operazione portata a termine giovedì rientra nell'ambito di indagini in corso sull'ipotesi di sfruttamento di lavoratori in stato di necessità.