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Trenta famiglie senz’acqua: "Tutta colpa dei morosi"

Un gruppo di condomini di via Salvatorelli rimasti per tutto il giorno senz’acqua

Prato, l’erogazione era stata limitata per l’intervento da parte del gestore Publiacqua dopo i ripetuti solleciti di pagamento disattesi dall’amministratore di condominio di via Salvatorelli

PRATO. Questa mattina 32 famiglie del condominio di via Salvatorelli (zona Iolo) dal numero civico 10 al 16 si sono ritrovate senza acqua. «Non è possibile che possa succedere un fatto del genere – spiega Francesco Contoni – noi siamo in cinque e tra l’altro abbiamo un bambino piccolo in casa e io sono invalido. Ma come noi altre famiglie del condominio hanno gli stessi problemi. Staccare l’acqua in questo momento è davvero qualcosa di grave per il problema covid e soprattutto perché nessuno ci ha avvertito. Nel passato era successo ma l’amministratore aveva messo l’avviso e quindi abbiamo potuto organizzarci. In questo caso sono arrivati i tecnici e hanno chiuso la nostra utenza mentre lo stabile di fronte ha continuato ad avere acqua» . Il problema risale a monte perché la divisione interna dei consumi risulta essere effettuata da una ditta cosiddetta “recapitista”, la Silvietti srl, incaricata dal medesimo condominio e che, come da regolamento, riceve copia delle comunicazioni ufficiali inviate in prima battuta all’amministratore. Era già successo nel recente passato che qualche famiglia non avesse pagato la bolletta (stavolta risultavano non pagate bollette per circa 7mila euro) e Publiacqua che conosce solo l’utenza generale ha limitato il flusso d’acqua.

«Perché non succeda più questa situazione che per qualcuno pagano tutti – dice Caterina Olivieri – e l’abbiamo già richiesto a suo tempo all’amministratore di condominio bisogna avere ognuno un contatore. Così nel caso uno non pagasse staccano l’acqua solo a chi è moroso e non a tutte e famiglie di quattro caseggiati mettendoci davvero in difficoltà». Publiacqua ha cercato di spiegare il problema «L’amministratore è stato contattato attraverso raccomandata sia di sollecito bonario che di costituzione in mora (rispettivamente marzo e aprile 2021) ed entrambe risultano ritirate; il 10 maggio scorso l’amministratore è stato contattato per telefono alle 11. 19 facendo resoconto degli insoluti; l’amministratore si è impegnato a sollecitare i pagamenti – spiegano dalla società dell’acqua – da quel contatto non abbiamo più avuto notizia da parte dell’amministratore e ieri, secondo la normativa Remsi (Regolazione della Morosità nel Servizio Idrico Integrato) dell’autorità nazionale Arera, è stato limitato il flusso di acqua. A fronte di eventuali situazioni di difficoltà anche economiche all’interno del condominio e dell’attestazione delle stesse sarà sufficiente che l’amministratore entri in contatto con l’azienda per trovare assieme una soluzione la più rapida possibile alla vicenda» . «Il vero problema è il nostro amministratore – spiegano Angela Tenuta, Filomena Rossi e Cosimo Ficetola – perché non si è interessato non solo a questa vicenda ma anche a tutte le altre problematiche; basta guardare la facciata, cade a pezzi e ci sono altri problemi che non vengono risolti. C’è il rischio di farsi male semplicemente a camminare o a scendere le scale. Senza acqua e in questo stato di degrado è davvero complicato poter vivere in maniera degna». Ma stasera, dopo l’intervento in extremis dell’amministratore, Publiacqua ha provveduto alla riapertura dei rubinetti. —
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