In mostra 112 opere su Paolo Rossi. È il primo passo verso il "pantheon" dei pratesi illustri

“Olè” di Claudio Cerretelli e Carlo Palli, una delle opere in mostra al ridotto del teatro Politeama

Al ridotto del Politeama da domenica 6 giugno fino al 4 luglio. In seguito grazie all'idea di Carlo Palli verranno fatte iniziative analoghe su personaggi di Prato come Datini e Malaparte, ma anche Chechi, Benigni e Villoresi

PRATO. Un’altra mostra va ad aggiungersi a quelle presentate nei giorni scorsi da alcuni musei pratesi. Ma questa esposizione non è in un museo bensì nel ridotto del teatro Politeama e ricorda Paolo Rossi, il campionissimo pratese scomparso lo scorso dicembre.

Si intitola “Pablito: un mito. Da Prato alla stratosfera” la mostra che aprirà i battenti il 6 giugno (ingresso gratuito), nata da un’idea di Carlo Palli, mercante d’arte, collezionista e titolare dell’archivio d’arte contemporanea “Carlo Palli” fra i più importanti in Europa, che ha proposto di ricordare questo mito del calcio e dello sport a tanti artisti contemporanei di tutto il mondo. E così nelle sale del ridotto si potranno vedere 112 opere d’arte contemporanea di altrettanti artisti che hanno dato la propria visione su Paolo Rossi.

«Potremo ammirare Pablito come viene visto dagli occhi di questi artisti – spiega Carlo Palli che ha curato l’esposizione – Ognuno di loro ha dato una personale interpretazione su Paolo Rossi». La presidente del Politeama, Beatrice Magnolfi, è soddisfatta che il teatro possa ospitare la mostra su Rossi, un modo anche per far scoprire gli spazi del settecentesco palazzo Leonetti. «In questa mostra, alla quale ha contribuito l’amministrazione comunale, si rivivono le grandi imprese di un campione – dice Magnolfi – L’ingresso è libero. Sarà a pagamento il catalogo curato da Laura Monaldi e che sarà disponibile a breve. E – aggiunge la presidente del teatro – sport e cultura sono un binomio non casuale in questi spazi. Infatti, le origini del Politeama si legano a Bruno Banchini che fu un grande campione del gioco del pallone col bracciale agli inizi del Novecento».

Il sindaco Matteo Biffoni sottolinea, ancora una volta, come Paolo Rossi sia «un personaggio patrimonio della Nazione. Un figlio di questa città – dice il primo cittadino – Credo sia doveroso ricordarlo per i rapporti che aveva sempre mantenuto con Prato e per il campione straordinario che è stato. Ma non solo: Paolo Rossi era una persona umile, generosa. Ricordo ancora le volte che l’ho incontrato, ho ancora impresso il suo sorriso, le pacche sulle spalle che dava a quanti lo fermavano per salutarlo e per chiedergli una foto».

Nelle sale del ridotto sono esposti i lavori dei 112 artisti, italiani e stranieri, che hanno rappresentato Pablito secondo la loro visione. In occasione dell’esposizione, il regista Stefano Cecchi ha realizzato il documentario “Quel ragazzo di Santa Lucia. Ricordando Pablito” che, in quaranta minuti, raccoglie testimonianze e ricordi di calciatori, come Giancarlo Antognoni, Giovanni Galli, Ciccio Graziani ma anche di altri sportivi come Yuri Chechi, e poi, il ricordo dalla moglie di Rossi, Federica Cappelletti, e, fra gli altri, il sindaco Matteo Biffoni, Carlo Palli e il vescovo di Prato. Domenica prossima in occasione dell’inaugurazione dell'esposizione sarà possibile vedere il filmato negli spazi del Politeama, mentre durante i giorni della mostra (8 giugno – 4 luglio) la proiezione sarà alla limonaia dell’ex convento dei Cappuccini in via Diaz, sede alla fondazione Opera Santa Rita.

IL PANTHEON DEI PRATESI ILLUSTRI

«Non nasce per caso questa mostra». Esordisce così Carlo Palli curatore dell’esposizione dedicata a Paolo Rossi negli spazi del Politeama.

«Si tratta di un’idea nata una decina di anni fa – racconta – Un progetto col quale volevo ricordare i grandi pratesi di tutti i tempi e in diverse discipline attraverso mostre di arte contemporanea. Il progetto, però, per vari motivi, venne messo da parte. Ora con la morte di Paolo Rossi l’ho ripreso e con questa esposizione ho voluto ricordare il grande campione». Palli annuncia che con “Pablito: un mito” si apre questo progetto che lui ha chiamato il “Pantheon dei grandi pratesi” e che vede in programma prossimamente già due mostre certe: la prima su Curzio Malaparte e l’altra su Francesco di Marco Datini.

«Sono una ventina i personaggi pratesi che ho scelto – spiega – Malaparte e Datini saranno i prossimi protagonisti di altrettante esposizioni. Alcuni degli altri ai quali ho pensato sono Fiorenzo Magni e Yuri Chechi e poi si spazierà in altri settori. Ecco dunque che un nome da ricordare è Enrico Coveri, quindi l’attrice Pamela Villoresi, Roberto Benigni per spaziare fino al compositore Domenico Zipoli. Saranno invitati, come per questa mostra, artisti italiani e stranieri a dare la loro visione, con le proprie opere d’arte, circa quel personaggio. Gli artisti – aggiunge Carlo Palli – saranno scelti a seconda delle caratteristiche delle mostre e ho pensato di chiamarli ‘I ragazzi della via Palli’».

Di ogni mostra verrà realizzato un catalogo e tutte le opere esposte saranno poi regalate. Nel caso della mostra di Pablito le opere d’arte che si potranno ammirare al Politeama saranno date alla famiglia per la costituenda fondazione che porterà il nome di Paolo Rossi.