Morta in fabbrica a 23 anni, la procura: manomesso l'orditoio gemello. Indagini sul contratto di Luana

Prato, sembra che la giovane operaia fosse stata assunta formalmente per mansioni di catalogazione. Il ricordo di Draghi: "Bisogna fare di più per la sicurezza nei luoghi di lavoro"

PRATO. I sistemi di sicurezza del macchinario identico a quello in cui è morta Luana D'Orazio sarebbero stati manipolati. È quanto emerge dall'indagine che sta portando avanti la procura di Prato sulla morte della giovane rimasta schiacciata lo scorso 3 maggio all'interno della fabbrica tessile in cui lavorava, la Orditura Luana di Montemurlo, in provincia di Prato. L'ipotesi, che sembra avvalorata dalla perizia, è che la griglia di protezione sia stata rimossa o sollevata. Il legale della famiglia di Luana, l'avvocato Daniela Fontaneto, non commenta la notizia e chiede il massimo riserbo sulla vicenda.

LA PERIZIA TECNICA

È iniziata ieri, 12 maggio, la perizia tecnica sul macchinario lavorando al quale ha trovato la morte Luana D'Orazio, la giovane operaia di Pistoia deceduta lo scorso 3 maggio all'interno dell'Orditura Luana di via Garigliano a Montemurlo. Presenti l'ingegnere Carlo Gini, nominato dal sostituto procuratore Vincenzo Nitti, l'ingegnere Pier Carlo Molta, nominato dalle difese dei due indagati, la titolare dell'azienda Luana Coppini e l'addetto alla manutenzione Mario Cusimano (assistiti dagli avvocati Alberto Rocca, Barbara Mercuri e Stefano Camerini) e l'ingegnere Domenico Romaniello, nominato dalla famiglia di Luana.

I periti hanno deciso di non accendere l'orditoio al quale stava lavorando Luana D'Orazio. Questo verrà fatto in un secondo momento. Ma, come detto, ne hanno acceso un altro simile, anche questo sequestrato dai tecnici del Dipartimento di prevenzione dell'Asl. Hanno constatato che il macchinario funziona anche con la saracinesca di protezione alzata, che è una delle accuse rivolte ai due indagati. Nei prossimi giorni i periti verificheranno se il funzionamento dell'altro orditoio è identico. I due indagati sono accusati di omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa delle cautele anti-infortunistiche.

IL CONTRATTO DI LUANA

Un'altra circostanza da verificare riguarda il contratto col quale era stata assunta Luana D'Orazio. Sembra che la giovane operaia fosse stata assunta formalmente per mansioni di catalogazione. Se questo fosse vero, teoricamente non avrebbe potuto stare alle macchine. Su questo sono in corso accertamenti.

IL RICORDO DI DRAGHI

Intanto a Montecitorio è stato il presidente del consiglio Mario Draghi a ricordare le tante vittime degli infortuni sul lavoro, tra cui Luana D'Orazio. "Voglio esprimere il cordoglio mio e del governo per la morte della giovane Luana D'Orazio e degli altri cinque lavoratori, ben cinque lavoratori, deceduti su luogo di lavoro nell'ultima settimana" ha detto Draghi. Il premier ha elencato i nomi delle vittime e l'aula ha salutato le parole del premier con un lungo applauso. "Non dobbiamo dimenticare - ha aggiunto Draghi - siamo vicini alle famiglie e dobbiamo fare tutto il possibile per evitare il ripetersi di questi tragici episodi, dobbiamo fare di più". Secondo Draghi è necessaria "una maggiore attenzione al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, particolarmente necessaria in un fase di riapertura dell'economia".