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Assaliti da un branco di cani, la mamma: «Così ho salvato il mio bambino dai morsi» 

Il luogo della disavventura dei ciclisti a Cavagliano. La donna ferita ai glutei e alla gamba

Prato, a Cavagliano la brutta disavventura di madre e figlio. Presentata una denuncia

PRATO. Aggrediti, lei e il figlio di appena 4 anni, da un branco di cani pastori maremmani e border collie, pastori scozzesi. La disavventura è avvenuta lunedì 3 maggio verso le 11 di mattino sulla strada bianca di Cavagliano, sù per la Calvana.

Nicole Gulli, triestina di 34 anni che risiede a Campi Bisenzio, e il bimbo di 4 anni, si erano incamminati per una bella passeggiata mattutina con l’obiettivo di arrivare al borgo disabitato di Cavagliano quando, raggiunta quasi la meta, hanno trovato nei campi di lato un gregge di pecore allo stato brado. O meglio, pecore senza il pastore ma ben difese da sei cani, fra pastori maremmani e pastori scozzesi. «È avvenuto tutto in pochi istanti – dice Nicole Gulli – io e il bimbo ci siamo ritrovati circondati dai cani che abbaiavano con rabbia. Poi uno di loro, un border collie si è avventato su di me e sul bimbo. Ho preso il bambino in braccio poi sono riuscita a metterlo sopra il tetto di un’auto che era parcheggiata li vicino perché non fosse morso» .

A riportare la peggio è stata proprio Nicole Gulli, morsa fra i glutei, gli stinchi e tutte e due le gambe. Il border collie non indietreggiava. «La paura è stata tantissima, il border collie continuava a mordere, gli altri cani non ci davano modo di poter fuggire. Ho iniziato a gridare, a chiedere aiuto. Ma nei paraggi non c’era nessuno» . Nicole Gulli e il suo bimbo si erano avventurati sulla strada per Cavagliano seguendo i suggerimenti di un’applicazione telefonica che si chiama “geocaching” e che, come una caccia al tesoro, invita gli amanti del trekking a raggiungere determinati obiettivi. «Per un buon 15 minuti i cani ci hanno circondati e non ci hanno dato tregua. Non sapevo più cosa fare. Poi appena il gregge di pecore si è mosso tornando sù verso la Calvana, i cani ci hanno lasciati liberi ma sempre osservandoci anche da lontano».

«Così con il bimbo in braccio morso anche lui ai glutei sono tornata in giù per la strada – prosegue la 34enne– ho fatto almeno due chilometri. Nel frattempo avevo chiamato il mio compagno, Simone, per chiedere aiuto” . Il tempo di arrivare giù in all’inizio della strada bianca e partire in auto per il pronto soccorso di Prato. Prognosi di 7 giorni per Nicole Gulli con cure antibiotiche, ma senza punti di suturazione. Stessa cosa per il bimbo di 4 anni, per un morso più superficiale. Giovedì scorso la donna ha presentato denuncia alla polizia municipale di Prato. Sarà il comando di piazza Macelli a fare ora le dovute indagini. Il problema dei cani pastore resta.

Sabato scorso un altro episodio con un ciclista aggredito dai cani nella stessa zona. Sulla strada di Cavagliano i cartelli di “attenzione ai cani di guardinia” , però, ci sono e una legge regionale protegge greggi allo stato brado e animali da guardia. «Conosciamo da decenni questa situazione, lì in zona. Ci sono due pastori, uno sotto la Retaia e i greggi sono allo stato libero”», dicono al Cai di Prato. E intanto su Facebook il tam– tam sui morsi dei cani della Calvana fa sempre più clamore. —

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