Morta in fabbrica, sciopero generale di quattro ore per la morte della giovane operaia

Venerdì 7 maggio si fermeranno le fabbriche. I sindacati: "In cinquant’anni non è cambiato nulla, intollerabile"

PRATO. “Morire di lavoro oggi non solo è inconcepibile, è intollerabile”. È con queste parole che i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil di Prato hanno deciso di proclamare 4 ore di sciopero per venerdì 7 maggio. All’indomani della tragedia che ha colpito Luana D’Orazio, la giovane operaia vittima di un incidente mortale sul lavoro in un’azienda tessile di Montemurlo, la reazione dei sindacati è netta: servono azioni concrete per fermare questa scia di sangue.

Prima di Luana D’Orazio, ricordano i sindacati, un altro operaio poco più che ventenne era rimasto vittima di un incidente mortale, schiacciato da un macchinario in un’azienda tessile di Montale. «Bisogna investire sul futuro dei giovani offrendo loro la possibilità di un posto di lavoro dignitoso e sicuro – si legge in una nota – È inammissibile che oggi si muoia sul posto di lavoro come 50 anni fa. Con la tecnologia che ha fatto passi da gigante dobbiamo essere in grado di garantire maggiori e più alti standard di sicurezza. È un impegno che ci chiama tutti al più alto senso di responsabilità». Venerdì ci sarà anche un presidio in piazza delle Carceri dalle 10 alle 12. Lo sciopero generale è di 4 ore con le seguenti modalità: lavoro a giornata, le prime 4 ore del turno antimeridiano; lavoro a turni, le ultime 4 ore del turno di lavoro

«Siamo tutti scossi davanti a queste notizie e almeno per me è impossibile esprimere il dolore – ha detto il sindaco di Prato Matteo Biffoni – In queste ore leggo tante parole di cordoglio, anche da parte di tanti esponenti della politica nazionale. Mi auguro che a queste parole seguano i fatti: un impegno forte sul tema della sicurezza sul lavoro, cosa che Prato chiede da anni e che fino ad ora non ha avuto riscontro. Lo ribadiamo ancora una volta, di fronte a questo dolore». Il Comune sarà al fianco dei sindacati durante la manifestazione di venerdì per chiedere alle autorità competenti un maggiore impegno per la sicurezza dei lavoratori. «In questi anni Prato ha fatto da sola, con l’aiuto della Regione Toscana e delle istituzioni sul territorio, con numeri mai all’altezza delle necessità del distretto – ribadisce Biffoni – Se si vuole che le parole cordoglio non siano solo una reazione emotiva all’enorme tragedia di queste ore, chi ha la competenza in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro provveda con mezzi, strumenti e risorse a far sì che le leggi vengano rispettate». Il sindaco rivolge poi un pensiero alla famiglia di Luana e in particolare al suo bambino: «Le parole sono poca cosa davanti a un dolore tanto immenso. Al piccolo e ai genitori di Luana va l’affetto di tutto il distretto pratese».