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Morta in fabbrica: Luana e quell’ultimo bacio al bambino che non la rivedrà più tornare a casa

Luana D’Orazio col suo bambino, ultimo nato del 2015 all’ospedale di Pistoia

La giovane operaia morta in una orditura a Prato era diventata mamma a 17 anni. Viveva a Pistoia coi genitori. Il ritratto

PISTOIA. Luana sorrideva alla vita. Sempre. Sorrideva al suo bambino, ancora troppo piccolo per comprendere, ora, la portata della tragedia che si è consumata. Per capire che la sua mamma, a casa, non ci tornerà più.

Era uscita proprio come ogni giorno, ieri mattina. Un bacio affettuoso, una carezza sulla guancia. E poi il nulla. La vita di Luana D’Orazio, 23 anni da compiere, si è spezzata lì, in quell’azienda tessile di Montemurlo dove lavorava da poco più di un anno.


Era felice, Luana. Si trovava bene con le colleghe, quelle donne più mature con cui condivideva gran parte della sua giornata. È morta davanti ai loro occhi, Luana. Parole che si strozzano in gola.

E parlare diventa troppo difficile. Impossibile, invece, trovare una spiegazione razionale. Anche perché tutti le volevano bene. Lei, che viveva in località Le Querci, nel comune di Pistoia ma al confine con quello di Agliana, sapeva farsi apprezzare. Da tutti. Dai familiari, gli amici, i colleghi. Nei quali, adesso, lascia soltanto un grande vuoto. Non è retorica, ma pura realtà.

Luana era diventata madre molto presto, a 17 anni. In uno scatto pubblicato sul “Tirreno” di cinque anni fa, Luana sorrideva in un letto dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. Mentre, tra le braccia, teneva un piccolo fagotto: suo figlio, ultimo nato del 2015 in provincia di Pistoia. Quello sguardo affettuoso e al tempo stesso protettivo nei confronti di suo figlio, Luana non l’ha mai abbandonato. Nonostante la sua giovane età e la spensieratezza tipica dei suoi anni. Lo sanno bene i genitori: la madre Emma, il padre Francesco e il fratello Luca. Che, sempre, durante tutto questo tempo, le sono stati accanto. E su cui, adesso, grava il pesante fardello del dolore. Insopportabile, impossibile da spiegare. Luana, ex studentessa dell’istituto professionale “Luigi Einaudi” di Pistoia, lavorava all’orditura Luana da poco più di un anno. "Sarai sempre nei nostri ricordi: un altro angelo è volato in cielo troppo presto", scrivono, addolorati, gli amici di Luana, mentre scorrono le immagini di momenti felici trascorsi insieme. Quando nessuno pensava che una simile tragedia potesse abbattersi sulle loro vite, cancellando il suo meraviglioso sorriso.

E anche il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, ha voluto esprimere il cordoglio per la morte della giovane operaia. «Questo è un giorno di dolore per la nostra città – ha scritto – Pistoia si stringe attorno alla famiglia di Luana. Il pensiero va alla madre e al padre, al figlio piccolo che lascia e al fratello. In attesa degli accertamenti da parte degli inquirenti, in questo momento non ci sono parole sufficienti per commentare quanto accaduto. Resta solo un grande senso di ingiustizia, di rabbia e un dolore immenso davanti a simili eventi, inaccettabili, che ancora continuano ad accadere». —

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