Texprint, 600 in piazza e lite dentro l’azienda

La manifestazione organizzata dal sindacato Si Cobas in piazza delle Carceri

Un lavoratore non iscritto al sindacato all’ospedale con una ustione dopo un diverbio con un rappresentante della società

PRATO. Piazza delle Carceri si è riempita ieri con circa 600 persone, giunte da tutta la Toscana al fianco dei lavoratori licenziati nella vertenza Texprint per partecipare alla manifestazione indetta dal Si Cobas. E mentre era in corso la manifestazione si è verificato un episodio che è destinato a far salire ulteriormente la tensione. Un dipendente pachistano della stamperia, che non è nemmeno iscritto al Si Cobas, ha avuto un diverbio con un rappresentante dell’azienda nello stabilimento di via Sabadell, al culmine del quale l’operaio è stato raggiunto da un liquido non meglio identificato che gli ha procurato un’ustione a un braccio.

L’episodio viene confermato in questi termini dalla Questura ma al momento non ci sono denunce e tutto è demandato a una eventuale querela di parte. L’operaio è stato accompagnato in ospedale da un collega. Non certo un buon viatico per l’immagine dell’azienda a conduzione cinese che in questi mesi è stata più volte al centro delle polemiche. Appena si è sparsa la notizia, Luca Toscano del Si Cobas l’ha condivisa coi manifestanti e oltre duecento persone si sono spostate in via Sabadell, dove hanno improvvisato un presidio. La Questura ha preferito non esacerbare gli animi facendo tornare in sede gli agenti del Reparto mobile e lasciando in via Sabadell solo gli uomini della Digos, che hanno riportato la calma. Alcune decine di manifestanti si sono accampati per la notte.

In piazza, dalle 15, la manifestazione era filata liscia senza particolari problemi di ordine pubblico. I lavoratori sono tornati a manifestare contro il licenziamento di 13 dipendenti iscritti al Si Cobas, sui quali pende un ricorso al giudice del lavoro. In piazza, bandiere rosse dovunque dei Si Cobas e di Rifondazione comunista. Già prima delle 15 piazza delle Carceri ha iniziato a ospitare i manifestanti, molti ragazzi immigrati bengalesi e pachistani, ma anche molti italiani.

Le parole d’ordine erano quelle che abbiamo conosciuto negli ultimi tempi che chiedono migliori condizioni salariali, di orario e il riconoscimento del contratto nazionale di lavoro. Detta in altre parole, otto ore di lavoro per cinque giorni alla settimana. A fianco del gruppo di lavoratori in mobilitazione della Texprint anche la Rsu Si Cobas della Piaggio di Pontedera, presente in piazza con manifesti e striscioni. Il tema centrale della manifestazione, non a caso organizzata proprio il 24 aprile, resta quello di ottenere il diritto fondamentale di lavorare otto ore per cinque giorni, di avere un equo rapporto come da contratto nazionale fra orario e salario, di avere regolari ferie e permessi.

Ma il tema vero, ancora più profondo, secondo il sindacato Si Cobas è «quello di mettere in luce come il fenomeno dello sfruttamento lavorativo sia molto più ampio nel distretto industriale tessile e nella filiera della moda» , ha ripetuto il sindacalista Luca Toscano.