Gelata sul lavoro, il prezzo più alto lo pagano i giovani

Una manifestazione contro la disoccupazione giovanile (archivio)

Il bilancio del Centro per l’impiego di Prato: crollano gli avviamenti soprattutto nella fascia compresa tra 15 e 24 anni (-1.487)

PRATO. Mentre ancora i "navigator" dei centri per l'impiego non conoscono il loro futuro, con il contratto scaduto lo scorso 31 dicembre, i dati che la Fil, il Centro per l’impiego di Prato, ha messo insieme fotografano il 2020 come l'anno del lavoro che non parte.

Nel solo 2020, il primo anno del Covid, a Prato si sono avuti 8.728 avviamenti al lavoro in meno rispetto al 2019 (pari al -19,1%), mentre, grazie al blocco dei licenziamenti decisi a livello nazionale, lo stop è rimbalzato anche sulle cessazioni dei rapporti di lavoro: 9.131 in meno rispetto all'anno precedente (-18.9 %).
«Se il blocco dei licenziamenti ha evitato fino ad ora un maggior numero di cessazioni che avrebbero portato il saldo avviamenti-cessazioni in una direzione fortemente negativa, spicca però il dato degli avviamenti totali, quasi un quinto in meno nel 2020 rispetto al 2019– dicono al Centro per l’impiego – Un dato che si traduce in 5.991 persone avviate in meno (30.774 nel 2020 contro le 36.765 del 2019, per una media di 1,20 contratti per ciascun avviato contro 1,25 del 2019), mentre le aziende che hanno effettuato almeno un avviamento sono 415 in meno rispetto al 2019».

Le ripercussioni della pandemia emergono dappertutto nel mondo del lavoro. La contrazione degli avviamenti al lavoro ha riguardato ambedue i generi; un po' più elevato per i maschi con un valore assoluto di meno 4.893 unità, rispetto alle femmine pari a meno 3.835 unità. Le fasce di età che registrano la diminuzione percentuale più elevata nella difficoltà a trovare un lavoro sono ancora quelle più giovani: -23,3% di avviamenti tra i 15-24enni (-1.487 unità) e -21,7% tra i 25-29enni (-1.306 unità). Ma In valori assoluti il calo più importante si registra tra i 30-44enni (-3.761 unità, pari al -20,3%) e tra i 45-59enni (-2.169 unità, pari al -16,9%).

A soffrire del non accesso al lavoro sono un po' tutte le tipologie di lavoro. «Guardando alle qualifiche professionali, si rileva come il calo degli avviamenti rispetto ai dodici mesi precedenti sia meno marcato per le professioni tecniche (-14,2%) e per le professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione (-17,3%), mentre gli avviamenti di conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli diminuiscono del 27,2%. Gli avviamenti di operai specializzati registrano invece un calo del 19,7%» scrivono al Centro per l'impiego di Prato. Il flusso di persone che hanno dato la loro immediata disponibilità ad un primo o nuovo lavoro, e quindi rilevati in stato di disoccupazione nel solo anno 2020, sono state 6.251 a fronte di 7.502 dell’anno 2019. Un dato che appare positivo; ma soltanto perché è ancora in vigore il blocco dei licenziamenti.