Torna in classe un esercito di studenti: la priorità adesso sono i maturandi

Lezioni all’aperto durante la chiusura delle scuole

Prato: sono 6.500 gli alunni che potranno ricominciare a fare lezione in presenza. Ecco le soluzioni adottate alle superiori

 PRATO. Il suono della campanella non lo sentivano da più di un mese. Un suono che, in tempo di Covid, ha il sapore di una quasi normalità. Fine della zona rossa e da domani rientro in classe per 6.500 studenti pratesi: si riaprono i cancelli delle superiori, si ripopolano i banchi di seconda e terza media. Guai a pensare a un “bomba libera tutti”: il virus circola e i dirigenti scolastici tengono ancora alta la guardia. C’è chi ha approfittato della pausa forzata per investire in sicurezza come il Datini, c’è chi ha lanciato un sondaggio sull’utilizzo dei mezzi pubblici come il liceo Livi/Brunelleschi. E c’è chi è alle prese con il disagio di un cantiere che porta a comprimere gli spazi: succede al Dagomari. Denominatore comune: l’attenzione speciale riservata alle quinte in vista dell’esame di maturità mentre a livello nazionale si ragiona del ritorno in classe al completo dal 26 aprile. Certo che questi abituali “stop an go” non fanno bene alla continuità didattica. «La terza chiusura, dopo quella di novembre e della primavera 2020, è quella che ha avuto l’impatto più pesante sui ragazzi – sottolinea Stefano Pollini, preside del Gramsci-Keynes e coordinatore della rete Rispo – Bene che la scuola sia riaperta ma siamo tutti chiamati a una maggiore responsabilità sul rispetto delle norme». Da domani le 26 quinte del Gramsci-Keynes andranno sempre in classe.

NUOVO SANIFICATORE AL DATINI Scuola in presenza per 120 studenti dell’istituto agrario, idem per le quinte dell’alberghiero mentre dalla prima alla quarta la turnazione prevede la frequenza di otto ore due volte alla settimana. «Ci siamo organizzati come a gennaio. Durante la zona rossa, abbiamo installato il secondo tunnel sanificante vicino agli spogliatoi», racconta il preside Daniele Santagati. Preziosi i dehors esterni che consentiranno di fare lezione all’aperto.

LAVORI AL DAGOMARI Una scuola agibile a metà non fa fare sonni tranquilli alla dirigente Maria Gabriella Fabbri, in vista soprattutto di un ritorno completo in classe. Il cantiere aperto dalla Provincia a febbraio permetterà di dilatare gli spazi da settembre, a partire dall’adeguamento antincendio che è in corso. Ma temporaneamente nell’ala esterna interessata dal cantiere sono venute meno delle aule. «Speravo che i lavori fossero a buon punto. Lunedì solleciterò la Provincia: nel frattempo, sfrutteremo le due tensostrutture per le lezioni all’aperto».

LIVI: IN BAGNO UNO PER VOLTA Nemmeno il tempo di iniziare lunedì che a Mariagrazia Ciambellotti hanno comunicato ieri mattina la positività di due studenti a scuole chiuse. «Qui non abbiamo grandi spazi: niente uscite nell’orario della ricreazione e in bagno si entra una alla volta».

I TAMPONI

Dopo il debutto al Buzzi a gennaio, il 6 marzo il piano “Scuole sicure” fece tappa al Datini, nella settimana successiva al Dagomari e poi al Gramsci-Keynes. Poi con la zona rossa i tamponi settimanali a campione subirono una battuta d’arresto. E ora? «L’auspicio è che riprenda lo screening organizzato dall’Asl», dicono in coro Santagati e Pollini. — RIPRODUZIONE RISERVATA