Coronavirus, i contagi tornano sopra quota 100, altre quattro vittime

La coda di oggi pomeriggio al centro Pegaso

Dopo la relativa tregua pasquale segnalati 116 nuovi casi. Di nuovo code per fare il vaccino al centro Pegaso e scoppia subito la polemica politica

PRATO. Dopo la tregua pasquale, complice anche una ripresa dei tamponi, tornano sopra i 100 i nuovi contagi a Prato e provincia, che ieri hanno toccato quota 116. Vengono segnalate anche altre quattro vittime. Il totale dei casi dall'inizio della pandemia passa così a 18.292, mentre quello delle vittime si porta a 440. Dei 116 casi odierni, 94 sono stati registrati a Prato, otto a Montemurlo, quattro a Carmignano e Poggio a Caiano, tre a Vernio, due a Vaiano e uno a Cantagallo. Nessun comune è oggi risparmiato dall'epidemia.

Le tre vittime segnalate dai bollettini di oggi sono tre pratesi di 70, 80 e 86 anni, i primi due deceduti all'ospedale Santo Stefano, il terzo all'ospedale San Giuseppe di Empoli. Il settantenne è Andrea Fiaschi, il presidente della società di caldio Cf 2001 di Casale di cui ci occupiamo in un articolo a parte. Nei bollettini non è compreso il nome di Marco Scaccini, morto ieri a 64 anni. Fratello gemello di don Daniele, rettore del Seminario diocesano di Prato, era ricoverato in terapia intensiva al Santo Stefano a causa del Covid. Scaccini era impegnato nella parrocchia dell’Immacolata Concezione a Galcetello, dove faceva anche l’organista.

Seppure in un contesto più ordinato e controllato rispetto alla famosa giornata di caos totale di alcune settimane fa, oggi è tornata la calca al centro vaccinale Pegaso di via Galcianese. Sembra che intorno all’ora di pranzo si siano verificate una serie di circostanze, fra cui lo spostamento dell’ingresso per gli over 80, che fino a ieri accedevano alla struttura da via Dossetti. Inoltre, è stato chiuso il varco per le carrozzine, così che accompagnatori e volontari hanno dovuto trasportare a braccio per le scale gli anziani.

A questo proprosito Silvia La Vita, consigliera Cinquestelle, chiede la convocazione urgente della commissione: «Se con pochi vaccinati al giorno siamo a questo punto, che cosa succederà quando dovremo iniziare la vaccinazione di massa e quindi avremo accessi giornalieri molto più alti al centro vaccinale?» Proteste anche da parte di di Marco Curcio della Lega, che ha presentato una mozione: « Ho proposto al Comune di chiedere l'aiuto dell'esercito, anche per allestire la vaccinazione direttamente in auto, in un parcheggio, come potrebbe essere piazza del Mercato».

“Caos totale al Centro Pegaso. Assoluta confusione, nella trafficata via Galcianese la sosta dei numerosi mezzi di trasporto socio-sanitario per gli anziani, con problemi di deambulazione, crea ingorghi al traffico. Gli accompagnatori degli ultraottantenni sono costretti a fermare le auto in doppia fila. Non solo. La passerella per le sedie a rotelle è molto stretta e a senso unico, per cui può passare una sola sedia a rotelle alla volta. All’interno del Centro Pegaso non c’è una sala d’aspetto e anziani e persone fragili sono costretti ad attendere in coda nel corridoio. Invitiamo Bezzini a venire con noi a fare un sopralluogo al Centro Pegaso, si renderà conto che tale situazione non è dignitosa” chiedono il consigliere Diego Petrucci, componente della commissione sanità, ed il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Francesco Torselli.  

Petrucci ha visitato oggi la struttura ex Creaf, insieme ai consiglieri comunali di Prato di Fratelli d’Italia Claudio Belgiorno e Tommaso Cocci. “Il governatore Giani ieri ha annunciato che dalla prossima settimana la Regione avrebbe inoculato 30mila vaccini il giorno, ossia 210mila vaccini a settimana. A distanza di poche ore, però, l’assessore Bezzini, in commissione sanità, ha riferito che di Astrazeneca ne arriveranno soltanto 9mila dosi e circa 90mila di Moderna –fa sapere Petrucci- Significa che arriveranno pressoché 100mila dosi, ossia la metà di quanto Giani aveva annunciato. Basta con gli annunci che vengono smentiti nel giro di poche ore! Basta con un approccio approssimativo e superficiale, che non è più tollerabile”.