Lo chef Barni alla protesta di Roma: "Fateci lavorare"

La protesta dei ristoratori davanti a Montecitorio

In tanti hanno manifestato davanti a Montecitorio. Ce l'hanno col governo che ha lasciato aperti autogrill e grande distribuzione

PRATO. Proteste e tensione a Roma dove ieri, 6 aprile, ristoratori, titolari di palestre e di bar e di agenzie di viaggio hanno dato vita a un un sit-in sotto il palazzo di Montecitorio contro le chiusure per il Covid. La situazione è degenerata e si è arrivati a uno scontro tra manifestanti e forze dell'ordine, con lancio di fumogeni. In piazza Montecitorio aveva preso la parola al microfono, tra gli altri, il deputato di Forza Italia Vittorio Sgarbi. Tra i partecipanti anche lo chef pratese Angiolo Barni che era alla sua prima manifestazione di piazza.

"Era giusto esserci - dice Barni - Non so quanti eravamo ma eravamo tanti. Rappresentavamo tutte le categorie a cui è stata imposta la chiusura - spiega Barni - Abbiamo chiesto semplicemente di farci lavorare". Tanti slogan contro gli autogrill e la grande distribuzione. "Quello che non si comprende è perché punti di aggregazione come questi possono rimanere aperti, forse c'è una campana di vetro che blocca tutto, e invece noi non possiamo fare niente. Ho sentito tanti ristoratori che se non riaprono a breve non possono più resistere e devono chiudere perchè hanno debiti e tutto quello guadagnato in una vita verrà meno". In piazza c'era anche lo chef Gianfranco Vissani. "Sì, ma tra gli stellati solo lui - racconta Barni - E' davvero incredibile, quelli che fanno tendenza in tv e cercano di lanciare un piatto non si sono fatti vedere. Sicuramente fare ristorazione non è più il loro lavoro ma sono stati comprati da fondi e quindi non hanno bisogno di manifestare. Tra i presenti c'erano anche gli ambulanti perchè mi sembra assurdo che il mercato a chilometro 0 si possa fare il sabato in piazza del Mercato nuovo a Prato e quello del lunedi no. E' questo il controsenso per cui siamo venuti a Roma".