I commercianti: "Via la Tari o passiamo al gestore privato"

La protesta dei commercianti in piazza del Comune a Prato (foto Batavia)

L’ultimatum della Confcommercio al Comune: "Non ha più senso pagare per i metri quadri e non per i rifiuti prodotti"

PRATO. I commercianti associati alla Confcommercio hanno protestato ieri mattina, 6 aprile, in piazza del Comune chiedendo l’azzeramento della Tari, la tassa sui rifiuti, per quelle attività che sono costrette a restare chiuse o a lavorare poco a causa della pandemia Covid.

«Mentre il mondo economico non frena la sua discesa, i costi fissi in capo alle imprese non accennano a scendere e le scadenze continuano a susseguirsi una dietro l’altra – si legge in un documento che è stato consegnato al sindaco Biffoni – La Tari appresenta ancora oggi un peso importante nei bilanci aziendali, nonostante le imprese siano ferme e non lavorino. Non è possibile continuare in questa direzione. Le imprese non hanno la forza di sostenere simili livelli di pressione economica, dopo un anno di chiusure – totali o parziali – e con l’emergenza sanitaria ancora in corso. Soprattutto non possono pagare un servizio de quale, in quanto chiuse, non usufruiscono se non in minima parte. La Tari, calcolata sulla base della superficie dell’attività e non dei rifiuti effettivamente prodotti, non ha senso di esistere».

Per questo la Confcommercio chiede l’azzeramento della Tari nel 2021 per i periodi di chiusura forzata delle attività e una riduzione per chi subisce forti limitazioni ai propri commerci. Se questo non fosse possibile, minacciano i commercianti, abbandoneremo il gestore pubblico e passeremo al privato. Che cosa significa? Il decreto Sostegni, sostiene la Confcommercio, consente la disdetta del servizio pubblico di ritiro e smaltimento dei rifiuti a chi dimostra di conferirli «a un ente terzo specializzato».

«Sulla base di questo quadro legislativo – spiega ancora l’associazione – Confcommercio si è mossa nell’individuazione di soggetti terzi certificati che possano sostituire il gestore pubblico nello svolgimento del recupero dei rifiuti urbani e che rispettino il principio europeo “chi inquina paga”. In assenza di un celere accoglimento delle istanze di azzeramento della Tari per l’anno 2021, Confcommercio Pistoia Prato si adopererà per assistere le imprese nel passaggio dal gestore pubblico a quello privato alla scadenza del 31 Maggio 2021. Ma c’è di più. Se in virtù del passaggio delle aziende dal gestore pubblico a quello privato l’amministrazione comunale dovesse riparametrare le tariffe in modo da scaricare su chi rimarrà nel servizio o sulla parte fissa della tariffa il maggior onere derivante dai mancati introiti di chi avrà abbandonato il servizio, facciamo presente di aver già commissionato ai nostri legali la verifica della legittimità dei regolamenti TARI per predisporne l’impugnativa davanti al Tar Toscana a partire dal mese di luglio 2021. È finito il momento delle parole, chiediamo azioni concrete che sostengano le aziende nell’affrontare la grave crisi che stanno vivendo. Non possono essere sempre loro a pagarne il prezzo».