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Covid: sette vittime, si abbassa l’età media. Tutti in coda per il vaccino all’ex Creaf

In calo i nuovi casi, ma solo perché si sono fatti pochi tamponi. Al Centro Pegaso accumulato un ritardo di 50 minuti

Il lungo fine settimana di Pasqua non ha portato buone notizie sul fronte dell’epidemia Covid a Prato. È vero che il bollettino di ieri emanato dalla Regione ha certificato una decisa diminuzione dei contagiati rispetto al giorno prima, ma è anche vero che, come prevedibile, a livello regionale sono stati eseguiti meno della metà dei tamponi rispetto al giorno prima, tanto che il tasso di positività sui nuovi tamponi è schizzato al 21,9%, il dato più alto da diversi giorni. E ci sono stati altri quattro decessi, che si vanno ad aggiungere ai tre del giorno prima.

I contagiati segnalati ieri sono 61, meno di un terzo rispetto ai 168 del giorno precedente, ma il dato è ingannevole perché sabato erano stati fatti più di 24.000 tamponi, mentre domenica ne sono stati fatti appena 10.517. Il totale dei contagiati a Prato dall'inizio della pandemia sale a 18.050, quello dei decessi a 430. Le ultime quattro vittime sono Maria Letizia Boccardi, una donna che aveva appena 58 anni, Maria Cristina Scatizzi di 78 anni, Franco Francini di 83 anni e Realdo Stelio Bacci di 80 anni.


Domenica erano stati segnalati altri tre decessi in provincia di Prato, due donne di 63 e 65 anni e un uomo di 62 anni, tutti residenti a Prato e tutti deceduti all'ospedale Santo Stefano, a conferma del fatto che l’età media delle vittime si sta abbassando. Di fatto negli ultimi due giorni quattro decessi su sette hanno riguardato persone che non avevano ancora compiuto 70 anni.

Resta altissima l'incidenza settimanale di casi in rapporto alla popolazione. Nonostante il calo delle ultime 24 ore, sono 1.084 i contagiati in provincia di Prato negli ultimi sette giorni, per un'incidenza di 420 ogni centomila residenti.

Prato manco a dirlo resta la provincia toscana con l’incidenza più alta in rapporto alla popolazione dall’inizio dell’epidemia, 7.021 casi ogni centomila residenti, rispetto a una media toscana di 5.490 casi e a una media italiana di 6.151.

Anche per quanto riguarda la mortalità in rapporto alla popolazione, Prato, dopo essere rimasta a lungo agli ultimi posti durante la prima fase dell’epidemia, ora si sta avvicinando a grandi passi ai numeri di Firenze. Il capoluogo regionale attualmente fa segnare 175,3 decessi ogni centomila residenti, mentre Prato, al terzo posto nella regione, è a 167,3.

La vaccinazione. Una situazione che rende sempre più urgente una campagna vaccinale rapida ed efficace. Ieri pomeriggio al Centro Covid Pegaso di via Galcianese si è formata una lunga fila su entrambi i marciapiedi, composta da persone che erano state convocate per la somministrazione del vaccino AstraZeneca (e in piccola parte Moderna per i soggetti fragili). Intorno alle 16,15 c’erano poco meno di cento persone in attesa, con un ritardo negli appuntamenti stimato in circa mezz’ora per varcare l’ingresso, ma poi servono almeno altri 20 minuti per un’altra fila e sbrigare le pratiche burocratiche prima dell’iniezione vera e propria. La coda si è formata nel primo pomeriggio perché c’è stato un intoppo nelle vaccinazioni e poi si è dovuto “smaltire” quelli che arrivavano per l’appuntamento già fissato. La polizia municipale e i volontari del Centro di scienze naturale hanno dato una mano sistemando le persone nel punto giusto della fila a seconda dell’orario in cui risultava la prenotazione del vaccino.

Ospedale e cure intermedie: tutto esaurito. Intanto si fa sempre più critica la situazione delle strutture ospedaliere. Ieri, secondo i numeri forniti dall’Asl Toscana Centro, non c’era un solo posto libero per i malati di Covid. Risultano tutti occupati i 176 posti letto dell’area Covid in ospedale, i 20 posti in Terapia intensiva Covid, i 42 posti alle cure intermedie della Melagrana di Narnali e i 42 posti al Centro Covid Pegaso. Per accogliere i pazienti che hanno bisogno di cure intermedie da qualche giorno sono stati attivati, e subito riempiti, altri 17 posti letto nel padiglione ex Malattie infettive del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, per un totale di 297 persone ricoverate a causa del Covid. —