In piazza scende la voglia di tornare a scuola

La manifestazione contro la didattica a distanza in piazza delle Carceri

Prato, studenti, insegnanti e famiglie davanti al Castello hanno partecipato alla manifestazione contro la didattica a distanza

PRATO. Mamma Ilaria ha due figlie e vive in un bilocale. Quando la piccina di tre anni fa il sonnellino di pomeriggio, la sorella più grande deve collegarsi per la didattica a distanza stando attenta a non disturbare. Ieri pomeriggio la bambina più grande ha spento lo schermo per andare all’appuntamento in piazza delle Carceri.

Sciopero della didattica a distanza, in occasione della manifestazione nazionale organizzata da Priorità alla scuola che, ai piedi del Castello, ha chiamato all’appello decine di genitori, studenti e insegnanti. “Insegniamo, non alleviamo polli”, In Dad ho imparato a scrivere squola”, “Ridateci la scuola, quella vera”. Sono solo alcuni dei messaggi scritti sui cartelloni per chiedere il ritorno in classe in presenza che molto probabilmente avverrà dopo Pasqua. «La nostra è una voce da adulti ma ci facciamo interpreti dei bisogni dei nostri figli: non c’è nessuna strumentalizzazione», racconta Ilaria Bartolini che porta in piazza la voce di alcuni genitori i cui figli frequentano la primaria Ciliani.

È la catena di Priorità alla scuola, di cui è referente a Prato Silvia Giagnoni. Di scuola in scuola, di frazione in frazione, diventa un movimento colorato, una partecipazione spontanea dal basso. Dalla primaria Bruni di Casale alle Meucci di Santa Lucia, passando per le Don Bosco di Mezzana. C’è una scatola di cartone in cui bambini scrivono lettere, inviano messaggi a chi amministra. Come Sara, 10 anni, alunna delle Guasti. «Caro sindaco, prima non mi piaceva andare a scuola e ora sì».

Ma ci sono anche i bisogni degli studenti più grandi. Alessandra Lamanna lo sa. Madre di tre figli che frequentano la primaria, la secondaria di primo e secondo grado, Alessandra è farmacista. Le fa male vedere i suoi figli “alienati” davanti allo schermo. «Non si pensa mai ai più grandi che vivono un momento delicato della loro crescita». In piazza anche Gianluca Mantovani, padre di un bambino che frequenta le Guasti. «Rispetto allo scorso anno, la didattica a distanza è più strutturata ma continua a essere poco funzionale».

Risuona anche la voce dei prof che però vogliono restare anonimi. «Insegno lettere al Copernico: soprattutto chi è in prima vive una condizione di spaesamento». Nutrita la platea istituzionale che si è unita al coro di Priorità alla scuola: dall’assessora comunale Ilaria Santi alla consigliera regionale Ilaria Bugetti, passando per il presidente del consiglio comunale Gabriele Alberti.