Il Covid si porta via Alberto Risaliti, imprenditore e sindacalista Uil

Alberto Risaliti in veste di politico socialista in una foto di una decina di anni fa

Aveva 68 anni ed era titolare dell'azienda "La Saetta". Socialista da sempre, negli ultimi tempi avrebbe voluto rilanciare il partito. Tra le vittime di ieri segnalato anche Renzo Mammoli, imprenditore tessile e ristoratore

PRATO. Non ce l'ha fatta a superare la battaglia contro il Covid. Alberto Risaliti, 68 anni, titolare dell'azienda pratese "La Saetta", è deceduto all'ospedale di Careggi dopo che le sue condizioni, che erano diventate molto serie già da una ventina di giorni, sono precipitate nella prima mattinata. Dallo scorso 6 febbraio, quando Risaliti aveva avuto i primi sintomi da coronavirus, poi confermati dal tampone positivo, l'imprenditore stava combattendo la sua sfida contro il coronavirus.

Come dicono i familiari, quasi un mese fa era salito da solo sull'ambulanza per arrivare in ospedale, ma dopo sette giorni le condizioni mediche si erano aggravate tanto da essere intubato. Dall'ospedale di Prato poi il trasferimento a quello fiorentino di Careggi per essere nuovamente messo in terapia intensiva, e negli ultimi giorni sedato. Martedì 2 mattina il decesso è avvenuto verso le 9. Come tutti i pazienti di Covid, nessun familiare gli è potuto stare vicino né durante il ricovero né negli ultimi momenti di vita.

Alberto Risaliti era conosciuto a Prato. Da giovane era stato sindacalista Uil nell'allora appena nato Consiag, poi, dopo aver lasciato il cosiddetto "posto fisso", negli anni Ottanta aveva ripreso e sviluppato l'azienda del padre, "La Saetta" appunto, che si occupa di disinfestazione civile e industriale. Disinfestazione anche da Covid, un lavoro che nell'ultimo anno ha impegnato molto l'azienda pratese, chiamata spesso per interventi in uffici, locali, aree di lavoro e abitazioni.

Cordoglio è stato espresso dalla Uil pratese alla notizia della scomparsa di Risaliti attraverso le parole del coordinatore della camera sindacale di Prato, Rodolfo Zanieri, dai soci del circolo Giacomo Matteotti di via Verdi e dei socialisti pratesi. Alberto Risaliti era stato per lungo tempo iscritto al Psi. «Anche ultimamente nel novembre scorso, Alberto mi aveva espresso il desiderio di riunire i socialisti pratesi, di farli tornare sotto il simbolo del garofano. Un sogno forse, ma che faceva parte del suo attaccamento alla storia del socialismo – ha ricordato Paolo Noci, coordinatore del Psi di Prato – Dopo qualche anno di assenza, era tornato ad essere più vicino alla politica». La salma di Alberto Risaliti dalle 15,30 di oggi si trova esposta alle cappelle del commiato della Pubblica Assistenza in via San Jacopo fino alle 15 di domani. Poi, l'estremo saluto.

ALTRE TRE VITTIME

In una giornata in cui i nuovi contagi raddoppiano rispetto alle due precedenti (128), vengono segnalate altre tre vittime, due delle quali risalgono però ai giorni scorsi. Tra i deceduti a causa del Covid c’è un’altra figura nota in città, Renzo Mammoli, imprenditore per tanti progettista di macchinari e dispositivi tessili ed ultimamente socio del ristorante “Mi garba la ciccia”. Aveva 71 anni ed è morto all’ospedale Santo Stefano. Non ce l’ha fatta neppure Narciso Ciottoli, 90enne pratese che era ricoverato all’ospedale San Jacopo di Pistoia. La terza vittima del Covid è Mrike Maka, 70 anni, deceduto nella propria abitazione. Il numero crescente di casi è al centro di questione time preparato dalla consigliera del Movimento 5Stelle, Silvia La Vita, che chiede al sindaco l’istituzione della zona rossa a Prato