Prato, i commercianti alla fiaccolata per Stefano: "Giani, non ce la facciamo più"

Un amico di Cecchi, il sindaco Prestanti e il presidente Giani (foto Batavia)

C'era anche il presidente della Regione alla commerazione di Stefano Cecchi, il titolare dell'agenzia di viaggi di Seano che si è tolto la vita in ufficio

CARMIGNANO. Circa 150 persone hanno partecipato questa sera, 27 febbraio, a una fiaccolata in memoria di Stefano Cecchi, il titolare dell'agenzia di viaggi di 68 anni che giovedì si è tolto la vita a Carmignano. Alla commemorazione, organizzata dei commercianti di Seano, hanno partecipato anche il presidente della Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti. Questa mattina si erano svolti i funerali di Cecchi, sul sagrato della chiesa di Bonistallo.



“Scusatemi, non ce la faccio più”, le ultime parole di Cecchi. Ma sono le parole di tanti partecipanti alla fiaccolata. Qualcuno le urla a voce alta. Non con rancore, ma con disperazione. Le rivolge al presidente Giani. Al funerale ieri mattina non è riuscito ad andare. Stasera però c'era. Le frasi si alternano. Arrivano soprattutto dai commercianti: «La situazione è disperata». Un altro parla qualche secondo in più: «Devo pagare cinquemila euro al mese per la mia attività, ma non entra nulla. Non so come fare». In tanti non sanno come fare. Lo dicono, senza ostilità. Però lo dicono. Dopo un anno di pandemia e con sostegni pubblici irrisori non ce la fanno più. Sono imprenditori, commercianti e partite Iva. Tanti piccoli liberi professionisti senza reddito dipendente. Per loro la storia di Stefano Cecchi è un po’ la loro storia, anche se l’epilogo non è così drammatico.

La fiaccolata in ricordo di Cecchi a Seano (foto Batavia)

Il sindaco di Carmignano, Edoardo Prestanti , lo evidenzia, mentre ricorda Cecchi con rammarico e rispetto: «Stefano è una vittima della disperazione. È una vittima di chi si trova a fare i conti con fardelli economici e con la solitudine causata dall’isolamento e dal Covid». Le parole consolano, ma non cambiano la situazione.
Si fa avanti una ragazza. È una ballerina e sente il bisogno di condividere la propria esperienza: «Io lavoro in teatro. Proprio per questo è da un anno che non lavoro e non ricevo lo stipendio. Eppure mi arrivano sempre le bollette. Anche l’ultima, quella del gas. E sapete una cosa? Sopra c’erano pure 160 euro di tasse». La voce è sconsolata, amareggiata, ma non incattivita. Giani ascolta. Ascolta tutti e dice: «La soluzione sarà vaccinarci. Lavoreremo molto sui vaccini, per garantirli alla popolazione. E cercheremo anche di avviare la produzione in Toscana, coinvolgendo le nostre aziende di eccellenza nel Senese». Intanto, però, c’è da resistere ancora per alcuni mesi. E tanti, anche fra i 150 presenti alla fiaccolata, hanno paura di non farcela. Di non arrivare alla fine della pandemia senza aver chiuso.

L'omaggio dei commercianti di Tobbiana davanti all'agenzia di viaggi di Seano (foto Batavia)