Addio a Paolo Nieri, paladino dei diritti civili

Paolo Nieri

Aveva 50 anni e negli ultimi due lottava contro un fegato trapiantato. Molto conosciuto, era anche un animatore e scrittore

PRATO. «Contrariamente alle voci che si sono diffuse sono sempre vivo». Così rassicurava i suoi amici, appena tre giorni fa, Paolo Nieri, dal suo profilo facebook, con una foto scattata in un letto d’ospedale. Nieri, 50 anni, non ce l’ha fatta e ieri è morto dopo aver lottato contro una difficile convivenza col fegato nuovo, trapiantato un paio di anni fa. Da a allora andava avanti e indietro dagli ospedali. Paolo Nieri, chiamato da tutti Paolone, lavorava alla Pistoiese Lubrificanti. Laureato in scienze politiche, si era candidato con Più Europa alle elezioni amministrative del 2019.

Nieri era conosciuto anche e soprattutto per le sue battaglie per i diritti civili, in particolare la lotta per i diritti degli omossessuali.

Una persona definita «dalla mente brillante, dalla forza travolgente e di una simpatia rara». La lotta per i diritti civili coniugata con la grande voglia di divertirsi e divertire, la passione per il calcio, per la musica, la curiosità. La sua dote più grande è stata l’ironia, quella che fra tutte certifica la profondità e l’intelligenza di una persona.

Era l’anima del “Trionfamento del Noi”, inventata a Firenze negli ultimi vent’anni, un contest canoro a squadre che andava in scena all’ex Emerson, con Gianluca Gori- Drusilla Foer, il Parri, il Dainelli e decine di geni cantanti.

«Lo ricordiamo per la Revolution soccer team – ricorda un’amica – la squadra di calcetto gay and griendly che ha iniziato a far parlare dell’omosessualità nel mondo del calcio, raccontata da un gran bel documentario». Paolo Nieri ha scritto anche un libro con Simona Carlesi, la guida di Firenze Gay per la casa editrice Clichy. «Se n’è andato, non risparmiandosi battute e lazzi fino all’ultimo secondo della sua vita», lo ricordano ancora gli amici.

Da oggi sarà possibile salutarlo alla Pubblica assistenza di Prato. Il funerale (ma avrebbe odiato chiamarlo così) sarà domani alle 10 alla parrocchia del Pino in via Galcianese a Prato.