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Vaccini: 120 agli anziani, 240 agli altri ma le dosi continuano a scarseggiare

L’allestimento dei locali destinati ai vaccini nel Centro Covid Pegaso di via Galcianese

Prato, i medici di famiglia da oggi all’ex Creaf: almeno 20 al giorno su due turni. Benelli: «Siamo in un collo di bottiglia»

Alessandro Benelli si è armato di pazienza e avvitatore elettrico per allestire i paraventi che da oggi daranno il via alla seconda fase della campagna di vaccinazione antiCovid per chi ha più di 80 anni. Il segretario provinciale della federazione dei medici di famiglia, insieme a due colleghi, ieri pomeriggio era al lavoro al Centro Covid Pegaso, la struttura di via Galcianese nata per le cure intermedie (11 posti letto occupati sui 22 disponibili) e adattata a centro per la vaccinazione. I medici di famiglia, che hanno raggiunto un accordo anche a livello nazionale, contano di fare 120 vaccinazioni al giorno col siero Pfizer-Biontech. Il conto è presto fatto: ogni medico avrà a disposizione un flacone alla settimana, da cui si ricavano sei dosi. Ogni giorno, dal lunedì al venerdì, all’ex Creaf ci saranno almeno 20 medici su due turni (14,30-16.30 16,30-18,30), con la possibilità in futuro di estendere il servizio al sabato e alla domenica. Percepiranno poco più di 6 euro lordi per ogni dose somministrata e continuano a raccomandare agli assistiti di non chiamare in ambulatorio: saranno loro a convocarli.

È ancora una goccia nel mare, a quasi due mesi dall’inizio ufficiale della campagna di vaccinazione che aveva alimentato un ottimismo smentito dai fatti e soprattutto dalla mancanza di vaccini.


Alle 120 dosi giornaliere affidate ai medici di famiglia vanno aggiunte le 240 di AstraZeneca che l’Asl sta facendo ogni giorno alle categorie prioritarie (insegnanti, operatori sanitari, forze dell’ordine, da ieri anche il personale degli uffici giudiziari) nella fascia di età 18-55 anni, con la prospettiva di estenderlo presto fino ai 65 anni.

Tutti gli altri, la stragrande maggioranza della popolazione, per ora restano a bocca asciutta perché i vaccini arrivano col contagocce.

«Stasera in Toscana arrivano 44.500 dosi Pfizer – spiega il direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Asl Renzo Berti – Altre 46.800 dovrebbero arrivare il 1° marzo e 50.000 l’8 marzo. Ma come diceva Trapattoni, non dire gatto se non ce l’hai nel sacco. Purtroppo è la storia di questi mesi. La nostra dotazione di AstraZeneca si esaurirà in settimana e stiamo valutando la possibilità di fare anche altri vaccini».

«Ne potremmo fare molti di più – aggiunge Berti – Attualmente ne facciamo 15.000 alla settimana nell’Asl Toscana Centro. Vorremmo raddoppiare questo numero, perché il personale e le strutture li abbiamo già».

«Uno può programmare quanto vuole – commenta Alessandro Benelli – ma se non arrivano i vaccini diventa tutto inutile, purtroppo siamo in questo collo di bottiglia».

In questi giorni la campagna vaccinale è organizzata in modo che al mattino, soprattutto all’ex Creaf vengono convocate le categorie prioritarie per l’AstraZeneca, mentre nel pomeriggio tocca agli ultraottantenni, iniziando da quelli più anziani. Sono pochi i medici di famiglia che faranno i vaccini in ambulatorio, chi ha difficoltà a spostarsi dovrà farsi accompagnare, anche dalle associazioni di volontariato.

I vaccini per gli anziani si fanno anche nei Distretti socio-sanitari col seguente calendario: lunedì a Vernio, martedì a Carmignano, mercoledì a Montemurlo, giovedì a Poggio a Caiano, venerdì a Vaiano. —

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