Il bistrot si reinventa per superare il lockdown: l’esempio del Barrique

Andrea Mazzetti, Leonardo Pignone e Simona Marinai alla festa per i 15 anni del Barrique di corso Mazzoni

Con la zona arancione lo storico locale di corso Mazzoni ha puntato sull’asporto. E Aiazzi di Le Garage ha aperto un alimentari

PRATO. Il bandone lo tira su lo stesso, ogni mattina. Anche se siamo in zona arancione e il suo locale non può fare somministrazione, Simona Marinai accende le luci, mette la musica e piazza fuori il suo “banchino” di legno con la scritta “Le Barrique”. Da pochi giorni è cambiato qualcosa nel menù dello storico locale nato nel 2004 in corso Mazzoni, quando dentro le mura non era ancora esplosa la moda degli aperitivi: si può ordinare un etto di provola affumicata oppure di prosciutto toscano. Dalla porchetta alla mortadella di Prato. Sì, perché accanto ai piatti da asporto è possibile ordinare e acquistare i salumi e i formaggi del Pieragnoli. Oppure le tartare di Calvanina del Mannori. Da ristorante a piccola gastronomia di vicinato: nuova vita per Le Barrique sull’onda del terzo lockdown, esempio di come è possibile reagire all’ennesima chiusura dei locali. Non solo. Tra una settimana il locale entrerà a far parte della famiglia di Delivery Aggregator, una piattaforma d’ordine messa a punto da due giovani livornesi.

«Per un’attività come la nostra, questo è il terzo lockdown – racconta Simona Marinai, titolare de Le Barrique insieme a Leonardo Pignone e Andrea Mazzetti – Nel primo, a primavera 2020, siamo stati chiusi per due mesi e mezzo; poi, a novembre e parte di dicembre, potevamo fare solo asporto e delivery. Come adesso. Abbiamo studiato strategie nuove per riorganizzarci. Il nostro mestiere è dare un servizio agli altri, non potevamo tenere la saracinesca abbassata. Adesso è il momento di fare un passo avanti».

Di qui una nuova piattaforma social per raggiungere più clienti con la consegna a domicilio e la formula della gastronomia grazie alla collaborazione con produttori pratesi Doc come Mannori e Pieragnoli. «Non vogliamo certo fare concorrenza alle botteghe alimentari, non siamo su quella piazza – puntualizza Simona – Ma ora come mai bisogna reinventarsi ed esplorare mercati nuovi, investire sul futuro. Non bisogna stare seduti ad attendere che passi questo periodo. Ben vengano i ristori, ma ora più che mai bisogna dimostrare di avere coraggio e giocarsi nuove possibilità». Le Barrique diventa così un filo diretto per la spesa dei pratesi dentro le mura privilegiando l’alta qualità dei produttori locali che erano già fornitori dell’enoteca-ristorante di corso Mazzoni. «Con questo comprendo la scelta dei ristoratori che decidono di stare chiusi – puntualizza Simona Marinai – Dipende dal tipo di prodotto con cui si lavora».

Un altro che alla fine del 2020 ha rivoluzionato il format del tradizionale bistrot aprendo un alimentari in piazza San Domenico è Le Garage di Carlo Aiazzi: quello che era il punto di riferimento di una cucina raffinata a base di pesce si è trasformato in un alimentari con una selezione di salumi pregiati. I fornelli restano sempre accesi: dal forno escono pane e gustose schiacciate. Resta comunque il menù da asporto e, quando siamo in zona gialla, i tavoli vengono apparecchiati per il pranzo. Nel secondo anno di Covid-19 la ristorazione pratese insomma cambia pelle e, per sopravvivere, si rimette in gioco provando ad adeguarsi.