Spacciatori usano un drone per segnalare la loro presenza ai clienti

Il drone usato dagli spacciatori

Il sistema è stato scoperto dai carabinieri di Prato, che hanno arrestato due giovani residenti a Montecatini

PRATO. Un drone arancione per segnalare ai clienti la presenza degli spacciatori. Era questo il sistema usato da due giovani marocchini che sono stati arrestati dai carabinieri perché sorpresi a vendere cocaina ai giardini di viale Galilei. I carabinieri li hanno fermati nel pomeriggio di mercoledì 17 febbraio e li hanno trovati in possesso di 520 grammi di droga.

Da qualche tempo i militari impegnati nei servizi di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti avevano notato la presenza di un drone arancione che veniva fatto volare in verticale, fermo, sui giardini. Era un fatto curioso. Poi hanno messo in relazione il drone con due marocchini di 27 e 29 anni, residenti a Montecatini. Si è dunque scoperto che i due, con qualche precedente penale, usavano il drone per segnalare la loro presenza ai clienti abituali (che conoscevano il sistema), una versione 2.0 dell'annuncio "Donne! E' arrivato l'arrotino".

I due sono stati fermati e trovati in possesso di quattro dosi di cocaina. Subito dopo la perquisizione si è spostata su una Renault Megane parcheggiata lì vicino, dove sono stati trovati 108 grammi di droga, e successivamente nella casa di Montecatini, dove ce n'erano altri 412, in totale più di mezzo chilo, che i carabinieri stimano avere un valore di 52.000 euro. I due giovani, riferiscono i carabinieri, spacciavano anche in altri giardini di Prato oltre a quelli di viale Galilei, senza curarsi della presenza di bambini, grazie al drone che segnalava la loro presenza ai clienti.