Cena al Convitto, arriva la Finanza ma è tutto in regola

Il Convitto nazionale Cicognini

Controllo delle Fiamme Gialle all’interno della scuola dopo una segnalazione anonima. La preside: "Eravamo 92,ho mostrato i registri"

PRATO. Erano tutti a cena, martedì sera, 19 gennaio, quando si è presentato un commensale non invitato: la guardia di finanza. I militari delle Fiamme gialle hanno fatto ingresso nell’imponente palazzo del Convitto nazionale Cicognini, in piazza del Collegio, per controllare se corrispondeva a verità il contenuto di una segnalazione anonima, e cioè che dentro il Convitto fosse stata organizzata una cena in violazione dei divieti imposti dal governo per limitare il contagio da coronavirus.

La cena in effetti era in corso, ma come spiega la preside Giovanna Nunziata non c’era nulla di strano. Nel refettorio del Cicognini erano riuniti, come ogni sera, i convittori. L’unica differenza è che quella sera c’era anche la preside Nunziata. «Eravamo 92 – spiega la dirigente scolastica – In pratica i convittori, gli educatori e io stessa. Quest’anno alla vigilia di Natale non abbiamo potuto fare la tradizionale cena degli auguri, proprio a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, e allora abbiamo aspettato di tornare in zona gialla per scambiarci gli auguri. Tutto qui».

I finanzieri, racconta ancora la preside, si sono subito resi conto che non era stato violato alcun divieto. «Anche perché – spiega ancora la preside – erano rispettate le norme sul distanziamento. Io comunque per scrupolo ho mostrato anche i registri delle presenze e i finanzieri ne hanno preso atto senza fare multe». La preside comunque è convinta che la segnalazione alla guardia di finanza sia arrivata dall’interno della scuola, forse da qualcuno che non ha gradito l’iniziativa, o forse per qualche gelosia personale. L’intervento della Finanza si è risolto in pochi minuti e la cena ha potuto andare avanti senza altri problemi.