Industriali e artigiani in coro: «Più liquidità per le imprese»

Claudio Bettazzi, presidente di Cna Toscana Centro

Un documento congiunto chiede il sostegno dei politici locali e nazionali. «Prato è il distretto che ha pagato il prezzo più alto in Toscana alla pandemia»

PRATO. Tutti insieme per il distretto. È il messaggio lanciato a una sola voce da artigiani e industriali pratesi per il rilancio del distretto tessile a fronte della crisi Covid. Cna Toscana Centro, Confartigianato Imprese Prato e Confindustria Toscana Nord hanno presentato ieri un documento unitario che mette nero su bianco le necessità del settore per la ripartenza. L’obiettivo, presentarlo alle istituzioni – governo e Regione in primis – per ottenere risposte e risorse concrete, anche tramite il Recovery Fund.

«Oggi siamo in una circostanza simile al 2009 quando, in seguito alla recessione, scendemmo in piazza con la manifestazione “Prato non deve chiudere” – spiega Claudio Bettazzi, presidente di Cna Toscana Centro – I problemi di oggi sono diversi ma di nuovo si tratta di dover fare squadra e mettersi a un tavolo per individuare quali sono le criticità e come risolverle». Come riporta il documento, Prato è la provincia toscana che più ha subìto a livello di produzione industriale gli effetti della pandemia, con un calo del 23% rispetto al 2019 nei primi 9 mesi del 2020 (a fronte di una media regionale del 17%) e una tra le più colpite in Italia.

«Il Covid ci ha messo di fronte a delle trasformazioni alla luce delle quali il modello del distretto va ritoccato, deve evolversi – commenta il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini – E dobbiamo farlo insieme».

Le richieste di industriali e artigiani per il rilancio del distretto sono sia di livello nazionale che regionale. Tra le prime ci sono il sostegno della liquidità, la proroga almeno fino al 31 luglio della cassa integrazione straordinaria, lo stop agli oneri per l’assenza dei lavoratori causa Covid, l’alleggerimento di quelli fiscali (ad esempio con l’eliminazione dell’Irap), il sostegno a innovazione e digitale, all’assunzione di giovani e alla formazione, risorse per l’internazionalizzazione, contributi a fondo perduto in materia di sostenibilità, energia verde e economia circolare.

«Su quest’ultima Prato ha 200 anni di esperienza» fa notare Marini. Centrale anche il tema delle aggregazioni. «Ci vuole un modello di filiera che rafforzi tutto il sistema delle imprese, anche quelle più piccole» afferma il presidente di Cna Federmoda Francesco Viti. «Per rendere le nostre aziende più resistenti alle “tempeste”» spiega Maurizio Sarti, presidente di Sistema moda Confindustria Toscana Nord. Tra le richieste rivolte alla Regione ci sono invece la creazione di un Osservatorio economico locale insieme ad Irpet, sostegno allo sviluppo digitale e sostenibile, più misure di accesso al credito, attenzione al tema della formazione e, ultimo ma non meno importante, a quello dello smaltimento dei rifiuti. L’appello alla politica arriva forte da Confartigianato Imprese Prato.

«Abbiamo dato indicazioni chiare di quali siano le nostre necessità, ma non avrà alcun effetto se anche la politica non farà la sua parte – avverte il presidente Luca Giusti – Noi non ci siamo mai tirati indietro, ma non si può dire lo stesso di chi doveva realizzare i nostri progetti e accordi. I parlamentari pratesi, ad esempio, non ricordo nemmeno chi siano». In programma per questo venerdì anche un incontro coi sindacati.

TRA LE PRIORITÀ AEROPORTO E TERZA CORSIA

Tra i desiderata di industriali e artigiani per il rilancio del distretto ci sono anche alcuni interventi infrastrutturali: la realizzazione della terza corsia dell’autostrada A11 tra Prato e Pistoia, il potenziamento della linea ferroviaria Firenze-Viareggio, la realizzazione della tramvia Prato-Peretola, anche nell’ottica di uno sviluppo dell’aeroporto di Firenze, oltre che di Pisa, il completamento della seconda tangenziale, il raddoppio del ponte Lama, un miglior collegamento del casello di Prato est con il Macrolotto 2 e l’asse delle industrie, l’ampliamento dell’Interporto, migliori collegamenti con la Valbisenzio, il sostegno alla realizzazione della fognatura dei reflui industriali.