Il grido d'allarme dai circoli: "Rischiamo davvero l'agonia" 

I frequentatori davanti alla casa del popolo di Coiano possono entrare solo uno per volta

Dalle storiche case del popolo di Prato l'appello a governo ed enti locali: "Il Covid è la mazzata finale, anche noi paghiamo affitti e tasse". E il centrodestra si spacca sui finanziamenti

PRATO. L’epidemia di coronavirus rischia di avere effetti ben maggiori della Bolognina sulle case del popolo e i circoli Arci. Qui non si tratta di più di “chi deve entrarci” fra le varie anime della sinistra, ma di vera e propria sopravvivenza. «Il mancato incasso del bar e degli altri locali, come quello da ballo, da fine marzo ad oggi è di circa 100mila euro. Ora con l'asporto potremo fare 100 euro al giorno al bar e con due dipendenti, oltre a tutti i costi di gestione, siamo vicini al collasso». Mario Bensi, 80 anni, presidente dello storico circolo Arci di Coiano, più che una colonna è una delle fondamenta della casa del popolo e dell'Arci provinciale. Eppure anche lui sta alzando bandiera bianca.

«Nella riunione della scorsa settimana ho presentato le dimissioni da presidente, problemi personali e in famiglia. C'è la necessità di qualcuno più giovane per affrontare questa situazione drammatica. A chi dice che i circoli Arci, Mcl o altro non pagano Imu eTari, rispondo che oltre alla scarsità degli argomenti, non conosce proprio la materia. Le tasse comunali e non solo si pagano, eccome – prosegue Mario Bensi, che è stato anche consigliere comunale anni fa – abbiano un dipendente full time e uno part time. Qui ci sono attività sociali e ricreative sostanziali. Praticamente è un disastro, ben vengano la sensibilità e gli aiuti economici del Comune e della Regione, almeno per sostenere le spese correnti che sono davvero pesanti».

Costruito nel 1975 in via Bisenzio a San Martino, il circolo di Coiano è quello dove il sindaco Biffoni è cresciuto politicamente. Qui, dopo il cambio di nome dell'ex Pci alla "Bolognina", si tenne la storica riunione del comitato federale per discutere sullo strappo di Achille Occhetto. La sala da ballo aveva ancora il nome "Stella Rossa". Un pezzo di storia del movimento operaio pratese rischia di cancellarsi. «Anche in tempi normali era difficile andare avanti. Ora non è più possibile. Abbiamo dei finanziamenti da pagare, abbiamo i costi dei fornitori e non ci sono entrate da quasi un anno».

Il circolo Orsetti, spazio Aut, nel centro di Prato, in via del Filippino, ha meno costi ma anche qui la situazione è pesante. «Siamo circolo Arci dal 2018: 200 metri quadrati per 450 euro al mese di affitto. Un buon prezzo, era un vecchio locale rimesso da noi. Ma siamo chiusi del tutto da troppi mesi, e siamo sotto col bilancio sebbene e per fortuna ci abbiano bloccato le rate di un finanziamento» spiega il presidente del circolo. Tutto chiuso, serrande giù. Nel pieno centro storico di Prato, al circolo Orsetti, tutti i lunedì pomeriggio, va avanti il progetto interculturale per i bambini tirato sù dalla comunità di Sant'Egidio. «Con i bambini il progetto può andare avanti anche in presenza», dice Edoardo Carli.

LA POLEMICA SUI FONDI: CENTRODESTRA SPACCATO

PRATO. Chi si schiera a favore del terzo settore e dei circoli ricreativi e chi, invece, è in disaccordo sugli aiuti per le associazioni di promozione sociale. I circoli Arci, Mcl e Acli del Pratese sono sull’orlo di una crisi di nervi, anzi di un vero e proprio crack economico. Con la pandemia Covid, le strutture associative non ce la fanno più. Mutui da pagare, finanziamenti da ottemperare, tasse, spese correnti da gestire e solo dei piccoli spiragli con la vendita in asporto.

Qualcosa si è mosso nell’ultima settimana, con una serie di annuci di finanziamenti. Tra questi, quello del Comune di Prato che promosso un bando da 300mila euro. Un bando analogo lo sta preparando la Regione e, in questo caso, si tratta di 3 milioni e 700mila euro per tutti i circoli della Toscana, compresa l'area pratese. Proprio sulla questione dei finanziamenti, nei giorni scorsi è scoppiata la polemica politica.

Il centrodestra pratese si è diviso; da una parte un pezzo di Fratelli d’Italia, in questo caso con posizione non dissimili dal Pd, con la mozione del consigliere comunale Claudio Belgiorno, che si associa nel rinnovare gli aiuti alle case del popolo e ai circoli del terzo settore. Dall’altra parte ci sono la Lega-Salvini e Forza Italia che, invece, sono contrari. Scrive Claudio Belgiorno: «Riteniamo doveroso trovare i fondi da destinare alla sopravvivenza di punti di aggregazione fondamentali nei vari quartieri della città, come le case del popolo e i circoli Mcl, come anche tutte le associazioni culturali, di promozione sociale».

Rispondono i consiglieri comunali della Lega-Salvini e alcuni di Forza Italia di Prato e dei comuni della provincia, tra cui Daniele Spada e Marilena Garnier: «La proposta di Pd e FdI di aiutare i circoli Arci e simili non ha molto senso. Aiutare di più bar e negozi chiusi, non i circoli Arci».

Insomma, una parte di Forza Italia si oppone e sposa la Lega-Salvini. Ma adesso anche il mondo cattolico dice la sua. È la parola di don Vittorio Aiazzi, del circolo "I Ciliani" un circolo Mcl storico per Prato. «Sono tante le iniziative che ogni anno organizziamo condividendo gli spazi del circolo insieme ad altri soggetti come l'associazione camperisti Prato, l'Azzurra nuoto, l'atletica Prato, il circolo pratese degli scacchi, l'associazione polizia di Stato in pensione – dice Don Aiazzi – e tutto questo ci permette di sopravvivere. La pandemia ci ha messo in ginocchio, ad oggi non abbiamo ricevuto nessun ristoro o altro aiuto dallo Stato e dalla Regione. Non ci è stato neanche concesso di poter richiedere il prestito del 25 per cento del fatturato riconosciuto a tutti gli altri settori. Per questo motivo troviamo vitale che almeno il Comune di Prato possa aiutarci come ha già fatto per le società sportive».