Boom di contagi nella rsa Santa Caterina: si teme la variante inglese

L’arrivo dei vaccini a fine anno nella rsa Santa Caterina de' Ricci

Prato: 96 su 102 degli anziani ospiti nella struttura risultano positivi al Coronavirus

PRATO. Dietro il boom dei contagi all’istituto Santa Caterina de’ Ricci in via San Vicenzo, avvenuti nel giro di pochissimi giorni, potrebbe esserci la variante inglese al Covid-19. È quanto stanno accertando le autorità sanitarie analizzando i tamponi degli ospiti della rsa nei laboratori. Intanto, 96 su 102 degli anziani ospiti nella casa di riposo, risultano ad ieri positivi al coronavirus. Uno solo è negativo al tampone molecolare, altri cinque tamponi sono in attesa dell’esito clinico.

Ieri mattina tre anziani sono stati trasferiti dalla rsa al pronto soccorso del Santo Stefano per l’acuirsi dei sintomi del contagio, come febbre alta e problemi respiratori. Uno dei tre anziani risulterebbe con una sintomatologia più importante. Altri sei ospiti hanno febbre, mentre i restanti 87 anziani risultano pauci-sintomatici, ossia con sintomi leggeri e per ora non preoccupanti. Assieme agli ospiti della struttura ci sono anche 22 operatori sanitari del Santa Caterina de’ Ricci infettati e messi in quarantena. Una diffusione così forte e quasi immediata, avvenuta nel giro di pochi giorni, in una delle più grandi case di riposo di Prato, ancora non si era vista.

«Una struttura sigillata - dice Vladimiro d’Agostino, presidente della cooperativa sociale Sarah che ha in gestione la rsa - e che in un anno non aveva avuto casi. Ci preoccupa la diffusione così omogenea e rapida del virus che è stato rintracciato anche in locali quasi del tutto inaccessibili». Due squadre Usca, composte da medici e paramedici, da martedì stanno monitorando l’evoluzione dei casi. Ma l’Asl finora ha deciso di non assumere la gestione diretta della struttura.

«Nei prossimi giorni avremo personale dell’Asl, infermieri e operatori socio-sanitari a supporto. Stiamo scorrendo l’elenco di persone da assumere -prosegue il presidente della cooperativa sociale Sarah - si tratta ora di un lavoro delicato in cui operare con tutte le precauzioni come abbiamo sempre fatto e ci stiamo chiedendo cosa davvero sia accaduto». La domanda di una diffusione così veloce in tutta la rsa - salita alla ribalta della cronaca anche per il fatto che gli anziani positivi erano stati quasi tutti vaccinati pochi giorni prima - alimenta diverse incertezze. Soprattutto, quelle sulla modifica del coronavirus che inizia a diffondersi.

«Il monitoraggio dell’evoluzione dei casi e dello stato di salute degli anziani è continuo -precisa anche Lorena Paganelli, direttrice della Società della salute pratese -ci sono squadre di medici e paramedici con questo compito specifico sulla rsa del Santa Caterina de’ Ricci». Dai primi di gennaio fino a qualche giorno fa, prima dell’esplosione del Covid nella struttura, 30 ospiti erano già stati vaccinati con la prima dose dell’antidoto Pzifer-Biontech. Vaccinazione per ora sospesa. Ora arriva l’evoluzione dei casi e la necessaria indagine epidemiologica che oltre all’Asl, la stessa direzione della struttura intende svolgere per capire davvero cosa sia avvenuto o dove ci siano, se ci sono, delle falle al sistema di prevenzione al contagio.

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