Inchiesta sui centri accoglienza migranti, assolti due dirigenti di cooperative

Il tribunale di Prato

Il rito abbreviato è stato favorevole ad Alberto Pintus e Roberto Baldini. Nella stessa inchiesta era stata rinviata a giudizio l'ex presidente del consorzio Astir Loretta Giuntoli. L'attuale presidente di Humanitas Alessio Nincheri: "Siamo sempre stati una cooperativa pulita"

PRATO. Sono stati assolti perché il fatto non sussiste Alberto Pintus e Roberto Baldini, il primo vicedirettore della cooperativa Humanitas, il secondo legale rappresentante legale rappresentante della stessa coop sociale fino al 2018. Il processo è quello sulla gestione dell’accoglienza migranti che portò due anni fa la Digos a setacciare le carte di otto centro Cas - centri di accoglienza straordinaria - di Prato, Carmignano e Poggio a Caiano, tutti gestiti dalle cooperative facenti parti alla galassia del consorzio Astir.

Ieri in tribunale si è svolto il rito abbreviato, richiesto dai legali dei due dirigenti delle cooperative e il giudice Pallini ha deciso per l’assoluzione. Nella stessa inchiesta era stata, invece, rinviata a giudizio Loretta Giuntoli, l’ex presidente di Astit che, al contrario dei due assolti, ha optato per andare avanti nel dibattimento.

L’inchiesta, aperta da sostituti procuratori Laura Canovai ed Eligio Celano, oggi non più a Prato, metteva sotto accusa la gestione dell’accoglienza migranti, ipotizzando i reati di frode ed altre violazioni sulla convenzione stipulata dalle coop sociali con la prefettura nel periodo di emergenza sbarchi.

Il primo a felicitarsi dell’assoluzione dei due dirigenti di Humanitas, è l’attuale presidente Alessio Nincheri: «Humanitas oggi festeggia – scrive in un post su Facebook – Siamo e siamo stati, sempre, una cooperativa onesta e pulita. Da domani ci interrogheremo sui danni morali, economici e d'immagine subiti dal 31 dicembre del 2018. Giorno in cui prefettura e ministero dell'Interno ci imposero la chiusura dei centri e la "deportazione" degli ospiti verso altre strutture. Ci interrogheremo, anche, sui 160mila euro di servizi regolarmente e legalmente svolti, che ancora non ci sono stati pagati dai medesimi enti».