All'ex Creaf un centro 5G, calano ancora i posti per le cure intermedie

L'inaugurazione del Centro Covid Pegaso, lo scorso 8 dicembre

Il Centro Pegaso avrebbe dovuto ospitare 500 letti, che sono diventati 340 al momento dell'inaugurazione e ora sono 307

PRATO. L’assessore regionale all’Economia Leonardo Marras ha fatto il punto sui lavori in corso e sui progetti nell’ex Creaf di via Galcianese. "Si conferma la validità della scelta della Regione - ha detto Marras - che tramite la società Sviluppo Toscana, ha acquisito l’area ex Creaf per rilanciarla come nucleo di impulso per tutto il territorio del distretto pratese, ma in un’ottica regionale, elaborando la progettualità P.Air (Prato area innovazione e ricerca)". Marras ha parlato sia della sottoscrizione dei primi contratti con due operatori nel campo della ricerca, della prototipizzazione e della produzione di componentistica in campo ferroviario, sia del prossimo insediamento "previsto nel 2021, sempre nei locali P.Air, di un centro competenze 5G della Regione come ulteriore progettualità a supporto dei processi di innovazione delle imprese con attenzione al tessile". L’assessore ha ricordato anche un altro progetto sempre sul 5G che ha l’obiettivo di realizzare un centro di trasferimento tecnologico nel territorio, per supportare ricerca e sperimentazione e sostenere la creazione di start up e trasferimento tecnologico verso le Pmi.

Nella parte centro Covid Pegaso, invece, ha detto Marras, "sono stati realizzati 191 posti letto nel primo edificio e sono in fase di ultimazione altri 116 posti nel secondo blocco". Cifre molto diverse da quelli di cui si era parlato in origine, quando fu detto che al Centro Pegaso sarebbero stati realizzati 500 posti letto. Il giorno dell’inaugurazione la stima è calata a 340 e ora la somma dei numeri forniti da Marras fa 307.

L’assessore ha poi ribadito che in via Galcianese sono assistiti "pazienti a bassa complessità assistenziale" e sono utilizzati 20 posti letto di cure intermedie (fino a pochi giorni fa erano 13). Entro fine gennaio, ha detto Marras, è previsto il raggiungimento della massima capienza di 191 posti. All’interno della struttura, lo spazio dedicato alla fruizione ospedaliera è pari a 4mila metri quadri, marginale rispetto alla destinazione principale degli immobili ex Creaf, che resta quella di ricerca ed insediamento produttivo.